La solidarietà non va in vacanza

La solidarietà non va in vacanza

  • Postato: Ago 22, 2018
  • Di:
  • Commenti: 0

Oltre 1000 kg di frutta e verdura, destinati alle mense sociali che assistono nella Capitale anziani soli, senza fissa dimora e famiglie in difficoltà. È il bilancio dell’iniziativa “La solidarietà non va in vacanza“, promossa dal Centro Agroalimentare di Roma e dalle Acli di Roma e provincia.

Cocomeri, ananas, albicocche, pesche, melanzane, peperoni, sedani, carote e molti altri prodotti ortofrutticoli sono stati quindi consegnati ai circuiti di assistenza e sostegno sociale che a Roma – soprattutto ad agosto – assistono persone indigenti. In particolare, i prodotti recuperati sono stati portati, con l’utilizzo di un furgone refrigerato, alla mensa dell’Opera Nazionale per la città dei ragazzi, alla mensa della parrocchia di Santa Maria in Campitelli e all’Isola Solidale. Il Centro Agroalimentare di Roma e le ACLI di Roma e provincia da oltre un anno collaborano per la lotta allo spreco del cibo e per il riutilizzo dello stesso a fini sociali, in particolare grazie al progetto “Il Cibo Che Serve”.

“Questa collaborazione – dichiara Lidia Borzì, presidente delle Acli di Roma e provincia – sta dando frutti molto importanti, considerando che nel solo periodo estivo, e prima di oggi, sono stati recuperati oltre 4000kg di frutta e verdura. Un impegno che ha anche una valenza educativa, perché insegna a non sprecare il cibo, e che è un esempio virtuoso di sussidiarietà circolare che mette insieme istituzioni, in questo caso la Regione Lazio che ha contribuito con l’acquisto del furgone refrigerato, enti commerciali come il CAR e le associazioni impegnate nel sociale, come le Acli e tutte quelle che fanno parte della nostra rete di solidarietà e che si prendono cura dei più deboli. Inoltre, proprio oggi, questa iniziativa ha visto aggiungersi un partner importante, la Consetra Trasporti di Luigi Cofone, che offrirà i suoi mezzi per rendere ancora più efficace e capillare la distribuzione del cibo recuperato”.

“Un’iniziativa – commenta Fabio Massimo Pallottini, direttore generale del CAR – che si ripete ormai da diversi mesi, ma che in questo periodo estivo assume un valore ancora più importante, poiché a causa del caldo e delle città che si svuotano, chi è in difficoltà può sentirsi ancora più solo. Ridistribuire nel circuito solidale prodotti ortofrutticoli ancora buoni e di qualità significa rispondere all’esigenza di una corretta alimentazione da parte delle famiglie più bisognose, che purtroppo, come sappiamo, tagliano i consumi a partire proprio da questi prodotti. Nel nostro piccolo quindi vogliamo essere attenti a queste esigenze, e lo facciamo grazie alle Acli di Roma, che ci aiutano nella distribuzione, e anche i nostri commercianti, che dimostrano sempre di avere un cuore grande”.

QUI PER IL SERVIZIO DEL TGR LAZIO

Da un piccolo gesto nascono grandi progetti

Da un piccolo gesto nascono grandi progetti

  • Postato: Lug 06, 2018
  • Di:
  • Commenti: 0

Il video realizzato dalla direzione del 5xmille delle Acli  sul progetto “Il cibo che serve” che combatte quotidianamente lo lo spreco e la povertà alimentare nella città di Roma.
Buona visione!

Il Cibo che serve da i suoi frutti

Il Cibo che serve da i suoi frutti

  • Postato: Lug 06, 2018
  • Di:
  • Commenti: 0
Grazie alla collaborazione con il Centro Agroalimentare Roma durante questa settimana sono state recuperati più di mille kg di banane rimaste invendute ma ancora buone da mangiare che sono state distribuite alle realtà aderenti alla nostra rete solidale che quotidianamente operano per il bene comuneAssociazione Salvabebè SalvamammeBasilica dei Santi Bonifacio e AlessioBasilica di San Giuseppe al Trionfale, L’Isola SolidaleCir-Casa del Sorriso, Suore Madre Teresa di Calcutta, Associazione Promozione Persona presso la Parrocchia San Leonardo Murialdo, Associazione Che Guevara, Centro Astalli , Opera Nazionale per le Città dei Ragazzi.
Oltre il recupero

Oltre il recupero

  • Postato: Lug 06, 2018
  • Di:
  • Commenti: 0

Non solo recupero di eccedenze alimentari il Cibo che serve ha in programma diversi percorsi di inclusione attiva volti a favorire il reinserimento sociale delle fasce più fragili.

In questo ambito il primo episodio è andato in scena dal 28 febbraio presso le cucine dell’Istituto Alberghiero Vincenzo Gioberti.
Per 11 incontri gli aspiranti chef dell’Istituto, sensibilizzandosi sul tema del volontariato e dell’ integrazione hanno vestito i panni dei professori, insegnando sapori e segreti della cucina mediterrannea, con particolare attenzione al contrasto dello spreco alimentare, ad un gruppo di 16 stranieri, provenienti da diversi paesi come Marocco, Polonia, Honduras, Madagascar, Nigeria e Congo.

In questo video ripercorriamo piatto dopo piatto le emozioni vissute dai protagonisti fino al contest culinario in “stile MasterChef” svolto il 23 aprile, in cui 8 squadre da 4 componenti ciascuna (2 studenti e 2 stranieri) si sono sfidate a colpi di ricette antispreco. A mettere i voti una giuria d’eccezione composta da Maurizio e Sandro Serva, chef del ristorante con 2 stelle Michelin La Trota dei Fratelli Serva, Luciano Spartaco Di Carlo, docente di Coquis Ateneo della Cucina Italia, Giuseppe Garozzo, partecipante a MasterChef edizione 2016, Leonardo Mascolo, chef del ristorante Orecchietteria Banfi di Roma e Giulia di Gregorio, responsabile dello sviluppo associativo delle Acli di Roma.

Buona visione!

Con Il cibo che serve e il CAR recuperati 500 kg di cocomeri

Con Il cibo che serve e il CAR recuperati 500 kg di cocomeri

  • Postato: Mag 25, 2018
  • Di:
  • Commenti: 0

Comunicato stampa

“A causa di un’etichettatura fatta male e non conforme alle norme vigenti, stavano per andare sprecati oltre 500 kg di cocomeri. Grazie alla collaborazione con Centro Agroalimentare di Roma, che ci ha segnalato il problema e dei Carabinieri presenti che hanno assicurato la legalità dell’operazione, siamo riusciti a recuperare tutta la partita di cocomeri che altrimenti sarebbe finiti nella spazzatura, redistribuendola alla rete solidale di Roma grazie al nostro progetto ‘II cibo che serve‘ “. È quanto dichiara, in una nota, Lidia Borzì, presidente delle ACLI di Roma e provincia.

“Questa operazione – afferma il Direttore Generale di Car, Fabio Massimo Pallottini – fa parte di una serie di attività che stiamo realizzando insieme alle Acli di Roma, grazie alla firma di un importante protocollo di collaborazione di cui siamo orgogliosi. Siamo contenti, infatti, di poter contribuire fattivamente alle iniziative di contrasto allo spreco che le Acli di Roma stanno realizzando nel territorio perché rappresentano un’occasione importante di impegno, per una realtà grande come la nostra, che ha la responsabilità e le possibilità per contribuire al bene della comunità”.

“Da anni le Acli di Roma – conclude la Borzì – sono impegnate nel recupero di prodotti alimentari non più adatti alla vendita ma che sono ancora buoni da mangiare, a partire dal pane con ‘Il pane A Chi Serve 2.0’ fino all’ampliamento a frutta, verdura e cibi freschi di prossima scadenza grazie al progetto ‘il cibo che serve’ finanziato dalla Regione Lazio. I cocomeri recuperati al CAR, con l’autorizzazione delle forze dell’ordine, sono stati divisi e donati ad alcune delle realtà solidali che fanno parte della rete del nostro progetto. In particolare 30 pezzi sono stati portati alla Caritas mentre altri 20 sono stati consegnati alla Parrocchia ‘Nostra Signora di Lourdes’, a Tor Marancia, e ulteriori all’Isola Solidale con la speranza che questo possa essere un dono gradito e gustoso per le tante persone fragili che vengono accolte e sfamate in queste strutture”.

Il contest culinario del Cibo che serve

Il contest culinario del Cibo che serve

  • Postato: Mag 03, 2018
  • Di:
  • Commenti: 0

Si è conclusa la prima tappa del progetto “Il Cibo Che Serve”, promosso dalle ACLI Provinciali di Roma e finanziato dalla Regione Lazio, che punta al recupero e alla ridistribuzione, attraverso il circuito della solidarietà, del pane e dei cibi freschi di prossima scadenza, ma, allo stesso tempo, promuove l’inclusione attiva anche mediante azioni che favoriscono in maniera concreta percorsi d’integrazione. In tale contesto presso l’Istituto Alberghiero Vincenzo Gioberti, in via dei Genovesi 30, si è tenuto un contest culinario che ha visto coinvolti 16 studenti e 16 immigrati, nell’ambito dei percorsi di inclusione attiva previsti dal progetto “Il Cibo Che Serve”.

Gli studenti e i loro coetanei immigrati hanno partecipato quindi ad una gara in “stile masterchef”, divisi in 8 squadre da 4 componenti ciascuna (2 studenti, 2 immigrati) che si sono sfidate a colpi di ricette, con particolare attenzione al cibo di recupero e alla lotta agli sprechi.

Un vero e proprio percorso per promuovere l’accoglienza e inclusione attraverso i sapori e i segreti della cucina mediterranea. A presiedere la giuria sono stati Maurizio e Sandro Serva, chef del ristorante con 2 stelle Michelin La Trota di Rivodutri (RI), mentre gli altri giurati sono stati: Luciano Spartaco Di Carlo, docente di Coquis, Ateneo Italiano della Cucina, Conte Garozzo, partecipante di MasterChef edizione 2016, Leonardo Mascolo, chef del ristorante Orecchietteria Banfi di Roma, e Giulia Di Gregorio, Vicepresidente delle Acli di Roma. Per la Regione Lazio era presente l’assessore alle politiche sociali, Alessandra Troncarelli.

I partecipanti al corso provenivano da nazioni come Marocco, Polonia, Honduras, Madagascar, Nigeria e Congo. Tra questi una famiglia marocchina, formata da padre, madre e figlia diciannovenne, ha portato a termine il corso e ha partecipato all’evento conclusivo nonostante la gravidanza avanzata della ragazza, che ha partorito la scorsa settimana.

Il contest rappresenta l’evento conclusivo di un percorso di formazione e professionalizzazione sulla cucina mediterranea di 11 lezioni, per un totale di 30 ore, partito a febbraio 2018 e che ha visto i ragazzi del Gioberti coinvolti quali tutor dei corsisti stranieri. Tutti i partecipanti al corso hanno ricevuto l’attestato e la certificazione HACCP.

“Questa iniziativa – dichiara Lidia Borzì, presidente delle ACLI di Roma e provincia – ha portato con sé il profumo del buon cibo, ma insieme a questo anche il profumo di futuro. Siamo convinti che questa esperienza rappresenti non soltanto un modo per promuovere la lotta agli sprechi alimentari e contrastare le povertà, ma anche un’opportunità di creare legami di amicizia fra gli studenti e i corsisti, di fornire opportunità lavorative agli immigrati che hanno partecipato e anche di dare agli studenti un’occasione ulteriore di responsabilizzazione, un modo molto efficace anche per contrastare il fenomeno del bullismo. Si tratta, quindi, di un modello che può e deve essere replicato perché valorizza la rete è mette in piedi un circuito virtuoso da cui tutti escono rafforzati”.

“L’anno scorso – aggiunge Carla Parolari, preside dell’Istituto Alberghiero Vincenzo Gioberti – come scuola abbiamo costruito una collaborazione importante con le ACLI di Roma. Con il progetto “Il cibo che serve” intendiamo portare avanti questa esperienza in comune che consentirà di rafforzare le competenze di cittadinanza attiva consapevole tanto importanti per i nostri giovani. Il costruire insieme un percorso pratico laboratoriale mettendo in comune esperienze molto diverse è la chiave di questa sfida inclusiva che si può vincere solo attraverso un percorso condiviso di crescita e confronto. Il nostro lavorare in rete si basa proprio sulla consapevolezza che le buone pratiche vanno diffuse e replicate”.

Qui per la rassegna stampa

Il cibo che serve, contest culinario

Il cibo che serve, contest culinario

  • Postato: Apr 20, 2018
  • Di:
  • Commenti: 0

Integrazione attiva, solidarietà e tradizione culinaria. 
Questi gli ingredienti de “Il cibo che serve” che hanno condito il corso di cucina mediterranea per stranieri realizzato dalle ACLI di Roma in collaborazione con l’Istituto Alberghiero Vincenzo Gioberti.

La ricetta per l’inclusione: il “Cibo che serve” ha in programma diversi percorsi di inclusione attiva volti a favorire il reinserimento sociale delle fasce più fragili.
Così in questo ambito il primo episodio è andato in scena dal 28 febbraio presso le cucine dell’Istituto di via Genovesi 30. Per 11 incontri gli aspiranti chef dell’Istituto, sensibilizzandosi sul tema del volontariato e dell’integrazione hanno vestito i panni dei professori, insegnando i segreti della cucina mediterranea ad un gruppo di 16 stranieri.

Tutti a tavola: lunedì 23 aprile, presso l’Istituto Vincenzo Gioberti,  in programma l’evento finale del corso: un food contest in pieno stile MasterChef. I corsisti stranieri e gli studenti si divideranno in otto squadre, pronte a sfidarsi tra i fornelli per il miglior menù anti spreco.
A mettere i voti alle pietanze una giuria d’eccezione composta tra gli altri dai fratelli Maurizio e Sandro Serva, proprietari e chef del ristorante “ La Trota”(2 stelle Michelin) e Conte Garozzo, partecipante nel 2016 al talent show culinario più famoso al mondo, MasterChef.

Dal pane al cibo che serve, tempo di sviluppo

Dal pane al cibo che serve, tempo di sviluppo

  • Postato: Apr 16, 2018
  • Di:
  • Commenti: 0

Un progetto Che Serve: secondo il Rapporto Caritas “La povertà a Roma, un punto di vista” accanto alla povertà assoluta e relativa cresce anche la povertà alimentare: 7.550 persone sono in povertà estrema e oltre 130.000 famiglie sono in quella alimentare. Tra queste 500.00 persone (150 mila minori) mangiano in maniera adeguata solamente ogni 2 giorni. Dati che non lasciano scampo e fotografano in modo tangibile il malessere della Capitale.
In questo contesto scende in campo il Cibo che serve. Il progetto, organizzato dalle ACLI di Roma e finanziato dalla Regione Lazio nell’ambito del bando per il contrasto delle povertà estreme e della marginalità sociale, vuole ampliare il raggio d’azione del Pane A Chi Serve 2.0 che solo nel 2017 ha recuperato 76.500 kg di pane.

L’evoluzione: il potenziamento riguarderà i generi alimentari e la rete solidaleOltre al pane, infatti, la raccolta e redistribuzione coinvolgerà frutta, verdura e cibi freschi di prossima scadenza.
Tutto grazie all’acquisto di un furgone refrigerato con certificato ATP, il coinvolgimento di diverse realtà produttive e l’ampliamento dei Municipi coinvolti (già 6 hanno aderito): ai panificatori si aggiungeranno servizi di catering e ristorazione, negozi di vendita al dettaglio, passando anche per la Grande Distribuzione Organizzata, i mercati rionali e agroalimentari.
Destinatari delle eccedenze? mense, parrocchie ed enti caritatevoli con l’obiettivo di intercettare almeno 3.000poveri ogni giorno.

APP…osta per tutti: per rafforzare la creazione della rete territoriale c’è bisogno della tecnologia. In cantiere allora la creazione dell’applicazione per smarthphone, Romacheserve.
L’app sarà a disposizione di tutti ed oltre ad individuare le realtà in campo contro la povertà, semplificherà l’incontro tra realtà produttive e realtà solidali sotto la regia delle ACLI di Roma.

Dall’emergenza all’inclusione attiva: facendo propria la logica multi tasking che caratterizza il modello operativo delle ACLI di Roma, il progetto propone un’azione di contrasto alla povertà; coniugando concretezzaesigibilità dei diritti e politiche attive di inclusione attraverso la realizzazione di 6 presidi solidali; luoghi di ridistribuzione diretta del pane e dei cibi freschi in scadenza alle famiglie bisognose e di presa in carico della persona a 360°

Come? grazie a percorsi personalizzati in cui saranno coinvolte tutte le competenze del Sistema Acli;dall’orientamento e inserimento nel mondo del lavoro, ad attività di formazione sull’esigibilità dei diritti ad iniziative culturali, sportive e di educazione e promozione del volontariato.

Prevenire per curare: la partita contro lo spreco alimentare si gioca anche in anticipo, così in programma ci sono momenti di formazione e sensibilizzazione sul riuso del cibo e lezioni di cucina.
In questo ambito, dal 28 febbraio, le porte delle cucine dell’Istituto Alberghiero “Vincenzo Gioberti” si sono aperte per il corso di cucina mediterranea. Sensibilizzandosi sul tema del volontariato e dell’integrazione gli aspiranti chef dell’Istituto sono diventano docenti speciali di un gruppo di 15 immigrati. Per chiudere in bellezza il 23 marzo è in programma un food contest in pieno stile Masterchef dove studenti ed immigrati verranno divisi in squadre e si sfideranno per il miglior menù anti spreco.

Good Deads Day 2018: tutti insieme “appassionatamente” per il bene comune

Good Deads Day 2018: tutti insieme “appassionatamente” per il bene comune

  • Postato: Apr 09, 2018
  • Di:
  • Commenti: 0

Riusciamo ad essere connessi ventiquattrore su ventiquattro ma spesso, purtroppo, restiamo disconnessi con chi ci sta a due passi e ci chiede aiuto.
Allora il Good Deeds Day ci ricorda che un semplice gesto quotidiano può dare tanto a chi si trova in difficoltà e allo stesso tempo può arricchirci personalmente.

La 4°edizione italiana del “festival internazionale delle buone pratiche” ha aperto le danze domenica con una grande rassegna al Circo Massimo, organizzata dai Centri di Servizio per il Volontariato del Lazio con il Patrocinio dell’Assessorato alla Persona, Scuola e Comunità Solidale di Roma Capitale.

Così l’antico Circo romano, invaso dai colori della solidarietà e delle buone pratiche, ha vibrato con un messaggio, risuonato dalle prime luci dell’alba fino sera: ”fate i buoni”.
Quest’anno più di 100 associazioni che operano quotidianamente per il bene comune  hanno accolto con musica, sport, attività di sensibilizzazione gli oltre 1000 coraggiosi che hanno partecipato alla Fun Run, la corsa non competitiva di 5 km che ha preso il via subito dopo la partenza della 24° edizione della Maratona di Roma.

Sul registro delle presenze, immancabili come ogni anno le ACLI di Roma che hanno presentato ai tanti sportivi e curiosi le iniziative portate avanti quotidianamente a favore delle fasce più deboli.

“Abbiamo aderito con convinzione a questa importante iniziativa – spiega Lidia Borzì, presidente delle ACLI di Roma –  che ha il merito di mettere in luce le tante attività e iniziative positive, di aiuto alle persone, che ogni giorno vengono svolte ma che troppo spesso non hanno la rilevanza che meriterebbero. Siamo convinti che giornate come questa possano favorire la nascita di nuove idee e anche lo sviluppo di reti di solidarietà che danno sempre frutti molto importanti”.

Tra le buone pratiche protagoniste dello stand, lente di ingrandimento su: Generare Futuro, un percorso rivolto ai giovani dai 18 ai 35 anni che si pone l’obiettivo di avvicinare i giovani al mondo del lavoro; Il Cibo Che Serve un progetto, finanziato dalla Regione Lazio, di contrasto alla povertà nella città di Roma attraverso il recupero e la ridistribuzione del pane e dei cibi freschi di prossima scadenza; e lo Sportello Antiviolenza, attivo presso la parrocchia di Santa Maria ai Monti, che interviene per sostenere gratuitamente e nella massima riservatezza le vittime di violenza.

Clicca qui per la Rassegna Stampa

Presentato il progetto “Il cibo che serve” per il recupero dei generi alimentari freschi in scadenza

Presentato il progetto “Il cibo che serve” per il recupero dei generi alimentari freschi in scadenza

  • Postato: Feb 07, 2018
  • Di:
  • Commenti: 0

In occasione della V giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare, le ACLI di Roma e provincia hanno presentato, lunedì 5 febbraio, nell’ambito della Piazza della Salute della Fondazione ENPAM, in piazza Vittorio Emanuele II 78, il progetto “Il cibo che serve” per il recupero dei generi alimentari freschi in eccedenza.

Obiettivo: mettere in campo un’azione di contrasto alle povertà, attraverso il recupero e la ridistribuzione del pane e dei cibi freschi commestibili di prossima scadenza (Leggi 155/2003 e 166/2016).
Il meccanismo del progetto, finanziato dalla Regione Lazio e della durata di un anno, è semplice.
Il cibo verrà raccolto e ridistribuito grazie al potenziamento di una rete solidale, organizzata e facilitata dalle ACLI di Roma, tra Municipi, realtà produttive (panificatori, servizi di catering e ristorazione, negozi di vendita al dettaglio, Grande Distribuzione Organizzata, mercati rionali e agroalimentari) e realtà solidali (enti caritatevoli, mense, parrocchie).
Il progetto sposa anche la tecnologia con la creazione di un’app per smartphone, Romacheserve, nella quale sarà possibile facilitare l’incontro tra realtà produttive con eccedenze alimentari da donare e realtà solidali che necessitano di riceverle.
Inoltre come “contorno” tante azioni specifiche di educazione e sensibilizzazione sul tema del recupero.

Sono intervenuti alla conferenza stampa di presentazione del progetto: Nicola Zingaretti, presidente della Regione Lazio, Lidia Borzì, presidente delle ACLI di Roma e provincia, Emiliano Monteverde, assessore alle politiche sociale del Municipio Roma I Centro, Fabio Massimo Pallottini, direttore generale del Centro Agrolimentare Roma, Giampiero Malagnino, vicepresidente vicario della Fondazione Enpam.il cibo che serve

“Il cibo che serve” sarà quindi una naturale evoluzione del progetto “il pane A Chi Serve 2.0”, promosso con significativi risultati, dalle ACLI di Roma, e intende mettere a sistema la raccolta e redistribuzione del pane e dei cibi freschi, incrementando il numero di persone già raggiunte e arrivando a 3000 persone circa al giorno. Alla rete che parteciperà al progetto hanno già aderito 6 Municipi, per un bacino di 1.057.731 abitanti, e sono già attive 41 realtà produttive e 43 realtà solidali. Obiettivo delle ACLI di Roma è quelli di arrivare a circa 120 realtà aderenti. Grazie al finanziamento della Regione Lazio verrà anche acquistato un furgone refrigerato con certificato ATP per la distribuzione dei cibi freschi in scadenza. “Attraverso questo progetto – dichiara Lidia Borzì, presidente delle ACLI di Roma e provincia – prosegue l’impegno delle ACLI di Roma al fianco degli ultimi attraverso un modello di azione sociale incentrato sull’inclusione attiva che non si ferma all’assistenza nell’emergenza, ma che ci consente di prendere in carico la persona a tutto tondo al fine di inserirla in una rete di protezione sociale più articolata capace di favorire l’esigibilità dei diritti, promuovere politiche attive, offrire momenti di aggregazione, incontro e integrazione e agire da pungolo alle Istituzioni. Proprio per questo anche per “il cibo che serve” realizzeremo 6 presidi sociali, punti in cui avviene la redistribuzione diretta del pane e dei cibi freschi in scadenza, ma al contempo luoghi che consentano la presa in carico delle persone in stato di bisogno attraverso percorsi personalizzati che possano prevenire, sostenere le situazioni di disagio, ma anche aiutare ad uscirne. Il punto di forza di questo modello risiede sicuramente nella valorizzazione del lavoro di rete che permette di trasformare il progetto in un vero e proprio moltiplicatore di solidarietà. Con il progetto, inoltre, verranno utilizzate attrezzature e approntati processi e strumenti che consentiranno la prosecuzione del progetto anche oltre il periodo di finanziamento”.

Al termine della conferenza sono stati premiati i vincitori del concorso fotografico Fotosocial 2017, promosso dalle ACLI di Roma sul tema del contrasto agli sprechi. Per tutta la mattina, inoltre, i volontari delle ACLI di Roma sono stati presenti di fronte alla sede della Fondazione Enpam e dei supermercati di zona per effettuare una raccolta di cibo da destinare alle tavole dei meno fortunati.

“Non è un caso – dice il vicepresidente vicario dell’Enpam, Giampiero Malagnino – che per il terzo anno consecutivo l’avvio del ciclo di eventi in Piazza della Salute, che promuove la cultura della prevenzione e la diffusione di stili di vita sani, coincida con un’iniziativa che valorizza il cibo e contrasta lo spreco di risorse alimentari. Frutta e verdura sono più che mai necessarie per la prevenzione della salute negli adulti e fondamentali per una crescita equilibrata nei più giovani. Un’alimentazione povera di cibi freschi è concausa di alcune delle più diffuse patologie, eppure i dati ci dicono che sprechiamo maggiormente proprio quei cibi che ci aiutano a mantenerci sani. Anche per questo l’iniziativa assume un indiscutibile valore educativo. Come professionisti della salute siamo orgogliosi di partecipare a questo progetto in favore dei soggetti in difficoltà che fanno parte della comunità in cui abitiamo e lavoriamo”.

“Italmercati Rete Di Imprese – spiega Fabio Massimo Pallottini, presidente di Italmercati e direttore generale del CAR – è costituita dai dieci più importanti Centri Agroalimentari ed Agromercati all’Ingrosso italiani, tra questi c’è anche quello di Roma, dove in larga misura viene trattato il prodotto fresco. Proprio per questo la nostra presenza oggi è per ribadire il nostro sostegno al progetto delle Acli di Roma che è in linea con quello nazionale che abbiamo vinto grazie a un bando del MIPAAF, sempre per la limitazione degli sprechi e l’impiego delle eccedenze alimentari”.

Qui la rassegna stampa

Pagina 1 di 512345