App…osta contro lo spreco alimentare, presentata “Roma che serve”

App…osta contro lo spreco alimentare, presentata “Roma che serve”

  • Postato: Ott 19, 2018
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Una nuova applicazione, totalmente gratuita e scaricabile da oggi su ogni tipo di smartphone e tablet, che da un lato semplifica le donazioni di cibo da parte delle realtà produttive a favore delle associazioni caritatevoli che sostengono i più poveri, e dall’altro lato permette a chi vive situazioni di bisogno di scoprire a Roma e provincia dove possono rivolgersi per trovare da mangiare, un letto per dormire o un posto per lavarsi valorizzando la rete di enti che fattivamente ruotano attorno al progetto offrendo anche servizi primari.

Si tratta di “Roma che serve”, l’app presentata oggi dalle ACLI di Roma e provincia presso il Centro Agroalimentare di Roma.  “Roma che serve” nasce infatti nell’ambito del progetto di recupero alimentare “Il cibo che serve”, finanziato dalla Regione Lazio.

Alla presentazione di questa mattina ha portato i saluti di benvenuto VALTER GIAMMARIA, presidente del CAR. Sono poi intervenuti: LIDIA BORZÌ, presidente delle ACLI di Roma e provincia,  ALESSANDRA TRONCARELLI Assessore Politiche Sociali, Welfare ed Enti Locali della Regione Lazio, DON BENONI AMBARUS, direttore della Caritas diocesana di Roma, FABIO MASSIMO PALLOTTINI, direttore generale del CAR. Le funzionalità dell’app sono state presentate da PAOLO FRUSONE, responsabile progetti Mediaera srl.

Il progetto “Il cibo che serve” delle ACLI di Roma permette alle realtà produttive che hanno eccedenza di cibo di donarlo a quelle realtà solidali che invece desiderano riceverlo per promuovere azioni di contrasto alla povertà. Un circuito di solidarietà che da giugno 2018 ha già permesso il recupero di 4.000 kg di ortofrutta e nel corso dell’anno di 30.000 kg di pane. La nuova app “Roma che serve” renderà ancora più facile l’incontro fra chi desidera donare e chi vuole ricevere cibo. Inoltre, avrà una sezione dedicata che indicherà su una mappa i luoghi di solidarietà di prossimità a cui le persone in difficoltà possono rivolgersi per ricevere un sostegno e un aiuto.

“Il cibo che serve”, però, intende rimanere un progetto concreto, radicato sul territorio, e proprio per questo oltre alla app “Roma che serve” verrà inaugurato questa settimana anche un presidio solidale (il secondo, dopo quello già attivo al Centro Agroalimentare di Roma) presso la parrocchia San Paolo della Croce, in via Poggio Verde 319, a Corviale. Questo presidio sarà un punto di distribuzione per il cibo e il pane recuperati, ma anche un luogo di esigibilità dei diritti volto a favorire l’inclusione attiva, con consulenze, assistenza socio-sanitaria, e sportelli di sostegno psicologico. Sarà attivo ogni martedì dalle 16 alle 18. Entro il mese di dicembre, inoltre, i presidi solidali del progetto “Il cibo che serve” diventeranno sei su tutto il territorio romano.

La presentazione dell’app “Roma che serve” si è tenuta al Centro Agroalimentare di Roma poiché fin da subito questa grande realtà produttiva ha sposato il progetto delle ACLI di Roma, mettendo a disposizione gran parte del cibo che ogni giorno rischia di diventare scarto all’interno del mercato. Le ACLI di Roma, inoltre, dopo aver aperto presso il CAR il primo presidio solidale del progetto, hanno anche preso in custodia la Cappella del mercato dedicata a Maria Regina della Pace, riaprendola dopo 10 anni.

“Un progetto che va oltre il recupero del cibo e del contrasto alle povertà in quanto mira anche a ri-animare la comunità per costruire coesione sociale – dichiara Lidia Borzì, presidente delle ACLI di Roma e provincia – questo ambizioso ma entusiasmante obiettivo è raggiungibile grazie alla rete che aderisce al progetto composta da tutti i protagonisti che concretamente hanno la corresponsabilità di agire la sussidiarietà circolare. Il progetto infatti produce un effetto moltiplicatore di solidarietà in quanto aiuta e sostiene gli enti caritatevoli che ogni giorno sono al fianco degli ultimi, avendo come valore aggiunto la presenza e la collaborazione di Istituzioni, società civile, terzo settore, mondo dell’imprenditoria e agenzie educative come la scuola, l’università e le parrocchie. Una rete che si basa sulle relazioni vive che non si fermano al virtuale, ma si concretizzano nel lavoro di ogni giorno al fianco dei più fragili attraverso un modello di azione sociale che, partendo dal fornire risposte immediate all’emergenza, mette al centro la dignità della persone puntando all’inclusione attiva.”

Il progetto “il pane A Chi Serve 2.0“ ha ricevuto il premio “Buone Notizie 2018“ del Corriere della Sera

Il progetto “il pane A Chi Serve 2.0“ ha ricevuto il premio “Buone Notizie 2018“ del Corriere della Sera

  • Postato: Set 25, 2018
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Il progetto “il pane A Chi Serve 2.0” delle ACLI di Roma, grazie al quale fino a oggi sono stati recuperati 110.157 kg di pane e che ogni giorno aiuta 2.300 poveri della Capitale, ha ricevuto il Premio “Buone Notizie 2018”, promosso dal Corriere della Sera e dalla Fondazione Corriere della Sera.

Lidia Borzì, Presidente delle Acli di Roma accompagnata dal Presidente nazionale delle Acli, Roberto Rossini, ha ritirato il prestigioso riconoscimento, consegnato ieri presso l’UniCredit Pavilion di Milano alla presenza di Urbano Cairo, Presidente di RCS MediaGroup, di Luciano Fontana, Direttore del Corriere della Sera e di Elisabetta Soglio, Responsabile Corriere della Sera Buone Notizie.

Il progetto “il pane A Chi Serve 2.0” è un progetto innovativo che mette in rete 45 panifici con 44 enti solidali (che distribuiscono cibo e pasti ai più poveri) e sei Municipi di Roma. Grazie anche all’impegno dei volontari, che hanno donato in totale oltre 4.000 giorni di servizio e hanno percorso circa 13.200 km, il progetto è riuscito a fornire pane per accompagnare circa 800.000 pasti. Gli obiettivi del progetto sono quelli di contrastare lo spreco alimentare (in Italia, ogni anno si sprecano circa 28kg di cibo a persona), assicurare assistenza nell’emergenza e nella lotta alle povertà, creare legami solidali di  prossimità, sensibilizzare ed educare al recupero e favorire la responsabilità sociale d’impresa.

Nell’ultimo anno, inoltre, dall’esperienza de “il pane A Chi Serve 2.0” è nato un nuovo progetto che integra e amplia il primo: “Il Cibo che Serve”, finanziato dalla Regione Lazio nell’ambito del bando per il contrasto delle povertà estreme e della marginalità sociale. “Il Cibo che Serve”,infatti, estende la tipologia di generi alimentari recuperati, in particolare a frutta e verdura (grazie anche all’acquisto di un furgone refrigerato), incrementa le realtà che ricevono i beni e si avvale della collaborazione dei mercati rionali e del Centro Agroalimentare di Roma. L’obiettivo delle ACLI di Roma è quindi quello di arrivare a raggiungere 3.000 poveri ogni giorno e coprire almeno 10 dei 19 Municipi  della capitale per un totale di oltre 1 milione e 200mila cittadini anche grazie all’imminente apertura di 6 presidi solidali e di una applicazione dedicata che sarà presentata nel mese di ottobre.

“Questo progetto – dichiara Lidia Borzì, Presidente delle ACLI di Roma e provincia – mira a recuperare gli “scarti” e gli “scartati” contrastando in primo luogo il paradosso dell’abbondanza, in quanto il cibo c’è per tutti ma non tutti ne hanno accesso, infatti c’è chi usa con disinvoltura la pattumiera e chi scava nei cassonetti per procurarsi da mangiare tra i rifiuti. Il progetto si fonda su un meccanismo moltiplicatore di solidarietà che aiuta chi aiuta, senza sostituirci alle organizzazioni caritatevoli, ma anzi sostenendole e rinforzandole. Inoltre, grazie alla rete virtuosa che si è creata, proviamo anche a farci carico delle persone bisognose inserendole in un percorso di inclusione sociale attiva che prevede esigibilità dei diritti, formazione professionale e momenti di aggregazione”.

“Questo riconoscimento – aggiunge Borzì – va idealmente alle tante persone che ogni giorno, con il loro grande cuore, rendono tutto questo possibile: i volontari, i commercianti, gli enti di solidarietà e chiunque contribuisce a portare avanti e anzi a far lievitare sempre di più questa buona pratica dedicata prima di tutto  ai poveri”.

Anche il Presidente nazionale delle Acli, Roberto Rossini, ha espresso la sua soddisfazione: “E’ il giusto riconoscimento per un progetto tanto semplice quanto innovativo che deve farci capire come, molto spesso, per fare del bene e creare un circolo virtuoso siano necessarie, prima ancora che quelle materiali, risorse immateriali: volontà, ingegno, perseveranza, spirito di sacrificio. E’ questo il giusto collante – ha concluso Rossini – capace di mettere in relazione diversi soggetti all’interno di una comunità in vista di un obiettivo più grande, proprio come è successo per il progetto delle Acli di Roma “il pane A Chi Serve 2.0”, un progetto che vogliamo esportare anche in altre grandi città del nostro paese dove la povertà è una vera emergenza sociale”.

Questo l’articolo uscito sul numero speciale di Buone Notizie (Corriere della Sera) dello scorso 24 settembre 2018.

La solidarietà non va in vacanza

La solidarietà non va in vacanza

  • Postato: Ago 22, 2018
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Oltre 1000 kg di frutta e verdura, destinati alle mense sociali che assistono nella Capitale anziani soli, senza fissa dimora e famiglie in difficoltà. È il bilancio dell’iniziativa “La solidarietà non va in vacanza“, promossa dal Centro Agroalimentare di Roma e dalle Acli di Roma e provincia.

Cocomeri, ananas, albicocche, pesche, melanzane, peperoni, sedani, carote e molti altri prodotti ortofrutticoli sono stati quindi consegnati ai circuiti di assistenza e sostegno sociale che a Roma – soprattutto ad agosto – assistono persone indigenti. In particolare, i prodotti recuperati sono stati portati, con l’utilizzo di un furgone refrigerato, alla mensa dell’Opera Nazionale per la città dei ragazzi, alla mensa della parrocchia di Santa Maria in Campitelli e all’Isola Solidale. Il Centro Agroalimentare di Roma e le ACLI di Roma e provincia da oltre un anno collaborano per la lotta allo spreco del cibo e per il riutilizzo dello stesso a fini sociali, in particolare grazie al progetto “Il Cibo Che Serve”.

“Questa collaborazione – dichiara Lidia Borzì, presidente delle Acli di Roma e provincia – sta dando frutti molto importanti, considerando che nel solo periodo estivo, e prima di oggi, sono stati recuperati oltre 4000kg di frutta e verdura. Un impegno che ha anche una valenza educativa, perché insegna a non sprecare il cibo, e che è un esempio virtuoso di sussidiarietà circolare che mette insieme istituzioni, in questo caso la Regione Lazio che ha contribuito con l’acquisto del furgone refrigerato, enti commerciali come il CAR e le associazioni impegnate nel sociale, come le Acli e tutte quelle che fanno parte della nostra rete di solidarietà e che si prendono cura dei più deboli. Inoltre, proprio oggi, questa iniziativa ha visto aggiungersi un partner importante, la Consetra Trasporti di Luigi Cofone, che offrirà i suoi mezzi per rendere ancora più efficace e capillare la distribuzione del cibo recuperato”.

“Un’iniziativa – commenta Fabio Massimo Pallottini, direttore generale del CAR – che si ripete ormai da diversi mesi, ma che in questo periodo estivo assume un valore ancora più importante, poiché a causa del caldo e delle città che si svuotano, chi è in difficoltà può sentirsi ancora più solo. Ridistribuire nel circuito solidale prodotti ortofrutticoli ancora buoni e di qualità significa rispondere all’esigenza di una corretta alimentazione da parte delle famiglie più bisognose, che purtroppo, come sappiamo, tagliano i consumi a partire proprio da questi prodotti. Nel nostro piccolo quindi vogliamo essere attenti a queste esigenze, e lo facciamo grazie alle Acli di Roma, che ci aiutano nella distribuzione, e anche i nostri commercianti, che dimostrano sempre di avere un cuore grande”.

QUI PER IL SERVIZIO DEL TGR LAZIO

Da un piccolo gesto nascono grandi progetti

Da un piccolo gesto nascono grandi progetti

  • Postato: Lug 06, 2018
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Il video realizzato dalla direzione del 5xmille delle Acli  sul progetto “Il cibo che serve” che combatte quotidianamente lo lo spreco e la povertà alimentare nella città di Roma.
Buona visione!

Il Cibo che serve da i suoi frutti

Il Cibo che serve da i suoi frutti

  • Postato: Lug 06, 2018
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Grazie alla collaborazione con il Centro Agroalimentare Roma durante questa settimana sono state recuperati più di mille kg di banane rimaste invendute ma ancora buone da mangiare che sono state distribuite alle realtà aderenti alla nostra rete solidale che quotidianamente operano per il bene comuneAssociazione Salvabebè SalvamammeBasilica dei Santi Bonifacio e AlessioBasilica di San Giuseppe al Trionfale, L’Isola SolidaleCir-Casa del Sorriso, Suore Madre Teresa di Calcutta, Associazione Promozione Persona presso la Parrocchia San Leonardo Murialdo, Associazione Che Guevara, Centro Astalli , Opera Nazionale per le Città dei Ragazzi.
Oltre il recupero

Oltre il recupero

  • Postato: Lug 06, 2018
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Non solo recupero di eccedenze alimentari il Cibo che serve ha in programma diversi percorsi di inclusione attiva volti a favorire il reinserimento sociale delle fasce più fragili.

In questo ambito il primo episodio è andato in scena dal 28 febbraio presso le cucine dell’Istituto Alberghiero Vincenzo Gioberti.
Per 11 incontri gli aspiranti chef dell’Istituto, sensibilizzandosi sul tema del volontariato e dell’ integrazione hanno vestito i panni dei professori, insegnando sapori e segreti della cucina mediterrannea, con particolare attenzione al contrasto dello spreco alimentare, ad un gruppo di 16 stranieri, provenienti da diversi paesi come Marocco, Polonia, Honduras, Madagascar, Nigeria e Congo.

In questo video ripercorriamo piatto dopo piatto le emozioni vissute dai protagonisti fino al contest culinario in “stile MasterChef” svolto il 23 aprile, in cui 8 squadre da 4 componenti ciascuna (2 studenti e 2 stranieri) si sono sfidate a colpi di ricette antispreco. A mettere i voti una giuria d’eccezione composta da Maurizio e Sandro Serva, chef del ristorante con 2 stelle Michelin La Trota dei Fratelli Serva, Luciano Spartaco Di Carlo, docente di Coquis Ateneo della Cucina Italia, Giuseppe Garozzo, partecipante a MasterChef edizione 2016, Leonardo Mascolo, chef del ristorante Orecchietteria Banfi di Roma e Giulia di Gregorio, responsabile dello sviluppo associativo delle Acli di Roma.

Buona visione!

Con Il cibo che serve e il CAR recuperati 500 kg di cocomeri

Con Il cibo che serve e il CAR recuperati 500 kg di cocomeri

  • Postato: Mag 25, 2018
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Comunicato stampa

“A causa di un’etichettatura fatta male e non conforme alle norme vigenti, stavano per andare sprecati oltre 500 kg di cocomeri. Grazie alla collaborazione con Centro Agroalimentare di Roma, che ci ha segnalato il problema e dei Carabinieri presenti che hanno assicurato la legalità dell’operazione, siamo riusciti a recuperare tutta la partita di cocomeri che altrimenti sarebbe finiti nella spazzatura, redistribuendola alla rete solidale di Roma grazie al nostro progetto ‘II cibo che serve‘ “. È quanto dichiara, in una nota, Lidia Borzì, presidente delle ACLI di Roma e provincia.

“Questa operazione – afferma il Direttore Generale di Car, Fabio Massimo Pallottini – fa parte di una serie di attività che stiamo realizzando insieme alle Acli di Roma, grazie alla firma di un importante protocollo di collaborazione di cui siamo orgogliosi. Siamo contenti, infatti, di poter contribuire fattivamente alle iniziative di contrasto allo spreco che le Acli di Roma stanno realizzando nel territorio perché rappresentano un’occasione importante di impegno, per una realtà grande come la nostra, che ha la responsabilità e le possibilità per contribuire al bene della comunità”.

“Da anni le Acli di Roma – conclude la Borzì – sono impegnate nel recupero di prodotti alimentari non più adatti alla vendita ma che sono ancora buoni da mangiare, a partire dal pane con ‘Il pane A Chi Serve 2.0’ fino all’ampliamento a frutta, verdura e cibi freschi di prossima scadenza grazie al progetto ‘il cibo che serve’ finanziato dalla Regione Lazio. I cocomeri recuperati al CAR, con l’autorizzazione delle forze dell’ordine, sono stati divisi e donati ad alcune delle realtà solidali che fanno parte della rete del nostro progetto. In particolare 30 pezzi sono stati portati alla Caritas mentre altri 20 sono stati consegnati alla Parrocchia ‘Nostra Signora di Lourdes’, a Tor Marancia, e ulteriori all’Isola Solidale con la speranza che questo possa essere un dono gradito e gustoso per le tante persone fragili che vengono accolte e sfamate in queste strutture”.

Il contest culinario del Cibo che serve

Il contest culinario del Cibo che serve

  • Postato: Mag 03, 2018
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Si è conclusa la prima tappa del progetto “Il Cibo Che Serve”, promosso dalle ACLI Provinciali di Roma e finanziato dalla Regione Lazio, che punta al recupero e alla ridistribuzione, attraverso il circuito della solidarietà, del pane e dei cibi freschi di prossima scadenza, ma, allo stesso tempo, promuove l’inclusione attiva anche mediante azioni che favoriscono in maniera concreta percorsi d’integrazione. In tale contesto presso l’Istituto Alberghiero Vincenzo Gioberti, in via dei Genovesi 30, si è tenuto un contest culinario che ha visto coinvolti 16 studenti e 16 immigrati, nell’ambito dei percorsi di inclusione attiva previsti dal progetto “Il Cibo Che Serve”.

Gli studenti e i loro coetanei immigrati hanno partecipato quindi ad una gara in “stile masterchef”, divisi in 8 squadre da 4 componenti ciascuna (2 studenti, 2 immigrati) che si sono sfidate a colpi di ricette, con particolare attenzione al cibo di recupero e alla lotta agli sprechi.

Un vero e proprio percorso per promuovere l’accoglienza e inclusione attraverso i sapori e i segreti della cucina mediterranea. A presiedere la giuria sono stati Maurizio e Sandro Serva, chef del ristorante con 2 stelle Michelin La Trota di Rivodutri (RI), mentre gli altri giurati sono stati: Luciano Spartaco Di Carlo, docente di Coquis, Ateneo Italiano della Cucina, Conte Garozzo, partecipante di MasterChef edizione 2016, Leonardo Mascolo, chef del ristorante Orecchietteria Banfi di Roma, e Giulia Di Gregorio, Vicepresidente delle Acli di Roma. Per la Regione Lazio era presente l’assessore alle politiche sociali, Alessandra Troncarelli.

I partecipanti al corso provenivano da nazioni come Marocco, Polonia, Honduras, Madagascar, Nigeria e Congo. Tra questi una famiglia marocchina, formata da padre, madre e figlia diciannovenne, ha portato a termine il corso e ha partecipato all’evento conclusivo nonostante la gravidanza avanzata della ragazza, che ha partorito la scorsa settimana.

Il contest rappresenta l’evento conclusivo di un percorso di formazione e professionalizzazione sulla cucina mediterranea di 11 lezioni, per un totale di 30 ore, partito a febbraio 2018 e che ha visto i ragazzi del Gioberti coinvolti quali tutor dei corsisti stranieri. Tutti i partecipanti al corso hanno ricevuto l’attestato e la certificazione HACCP.

“Questa iniziativa – dichiara Lidia Borzì, presidente delle ACLI di Roma e provincia – ha portato con sé il profumo del buon cibo, ma insieme a questo anche il profumo di futuro. Siamo convinti che questa esperienza rappresenti non soltanto un modo per promuovere la lotta agli sprechi alimentari e contrastare le povertà, ma anche un’opportunità di creare legami di amicizia fra gli studenti e i corsisti, di fornire opportunità lavorative agli immigrati che hanno partecipato e anche di dare agli studenti un’occasione ulteriore di responsabilizzazione, un modo molto efficace anche per contrastare il fenomeno del bullismo. Si tratta, quindi, di un modello che può e deve essere replicato perché valorizza la rete è mette in piedi un circuito virtuoso da cui tutti escono rafforzati”.

“L’anno scorso – aggiunge Carla Parolari, preside dell’Istituto Alberghiero Vincenzo Gioberti – come scuola abbiamo costruito una collaborazione importante con le ACLI di Roma. Con il progetto “Il cibo che serve” intendiamo portare avanti questa esperienza in comune che consentirà di rafforzare le competenze di cittadinanza attiva consapevole tanto importanti per i nostri giovani. Il costruire insieme un percorso pratico laboratoriale mettendo in comune esperienze molto diverse è la chiave di questa sfida inclusiva che si può vincere solo attraverso un percorso condiviso di crescita e confronto. Il nostro lavorare in rete si basa proprio sulla consapevolezza che le buone pratiche vanno diffuse e replicate”.

Qui per la rassegna stampa

Il cibo che serve, contest culinario

Il cibo che serve, contest culinario

  • Postato: Apr 20, 2018
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Integrazione attiva, solidarietà e tradizione culinaria. 
Questi gli ingredienti de “Il cibo che serve” che hanno condito il corso di cucina mediterranea per stranieri realizzato dalle ACLI di Roma in collaborazione con l’Istituto Alberghiero Vincenzo Gioberti.

La ricetta per l’inclusione: il “Cibo che serve” ha in programma diversi percorsi di inclusione attiva volti a favorire il reinserimento sociale delle fasce più fragili.
Così in questo ambito il primo episodio è andato in scena dal 28 febbraio presso le cucine dell’Istituto di via Genovesi 30. Per 11 incontri gli aspiranti chef dell’Istituto, sensibilizzandosi sul tema del volontariato e dell’integrazione hanno vestito i panni dei professori, insegnando i segreti della cucina mediterranea ad un gruppo di 16 stranieri.

Tutti a tavola: lunedì 23 aprile, presso l’Istituto Vincenzo Gioberti,  in programma l’evento finale del corso: un food contest in pieno stile MasterChef. I corsisti stranieri e gli studenti si divideranno in otto squadre, pronte a sfidarsi tra i fornelli per il miglior menù anti spreco.
A mettere i voti alle pietanze una giuria d’eccezione composta tra gli altri dai fratelli Maurizio e Sandro Serva, proprietari e chef del ristorante “ La Trota”(2 stelle Michelin) e Conte Garozzo, partecipante nel 2016 al talent show culinario più famoso al mondo, MasterChef.

Dal pane al cibo che serve, tempo di sviluppo

Dal pane al cibo che serve, tempo di sviluppo

  • Postato: Apr 16, 2018
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Un progetto Che Serve: secondo il Rapporto Caritas “La povertà a Roma, un punto di vista” accanto alla povertà assoluta e relativa cresce anche la povertà alimentare: 7.550 persone sono in povertà estrema e oltre 130.000 famiglie sono in quella alimentare. Tra queste 500.00 persone (150 mila minori) mangiano in maniera adeguata solamente ogni 2 giorni. Dati che non lasciano scampo e fotografano in modo tangibile il malessere della Capitale.
In questo contesto scende in campo il Cibo che serve. Il progetto, organizzato dalle ACLI di Roma e finanziato dalla Regione Lazio nell’ambito del bando per il contrasto delle povertà estreme e della marginalità sociale, vuole ampliare il raggio d’azione del Pane A Chi Serve 2.0 che solo nel 2017 ha recuperato 76.500 kg di pane.

L’evoluzione: il potenziamento riguarderà i generi alimentari e la rete solidaleOltre al pane, infatti, la raccolta e redistribuzione coinvolgerà frutta, verdura e cibi freschi di prossima scadenza.
Tutto grazie all’acquisto di un furgone refrigerato con certificato ATP, il coinvolgimento di diverse realtà produttive e l’ampliamento dei Municipi coinvolti (già 6 hanno aderito): ai panificatori si aggiungeranno servizi di catering e ristorazione, negozi di vendita al dettaglio, passando anche per la Grande Distribuzione Organizzata, i mercati rionali e agroalimentari.
Destinatari delle eccedenze? mense, parrocchie ed enti caritatevoli con l’obiettivo di intercettare almeno 3.000poveri ogni giorno.

APP…osta per tutti: per rafforzare la creazione della rete territoriale c’è bisogno della tecnologia. In cantiere allora la creazione dell’applicazione per smarthphone, Romacheserve.
L’app sarà a disposizione di tutti ed oltre ad individuare le realtà in campo contro la povertà, semplificherà l’incontro tra realtà produttive e realtà solidali sotto la regia delle ACLI di Roma.

Dall’emergenza all’inclusione attiva: facendo propria la logica multi tasking che caratterizza il modello operativo delle ACLI di Roma, il progetto propone un’azione di contrasto alla povertà; coniugando concretezzaesigibilità dei diritti e politiche attive di inclusione attraverso la realizzazione di 6 presidi solidali; luoghi di ridistribuzione diretta del pane e dei cibi freschi in scadenza alle famiglie bisognose e di presa in carico della persona a 360°

Come? grazie a percorsi personalizzati in cui saranno coinvolte tutte le competenze del Sistema Acli;dall’orientamento e inserimento nel mondo del lavoro, ad attività di formazione sull’esigibilità dei diritti ad iniziative culturali, sportive e di educazione e promozione del volontariato.

Prevenire per curare: la partita contro lo spreco alimentare si gioca anche in anticipo, così in programma ci sono momenti di formazione e sensibilizzazione sul riuso del cibo e lezioni di cucina.
In questo ambito, dal 28 febbraio, le porte delle cucine dell’Istituto Alberghiero “Vincenzo Gioberti” si sono aperte per il corso di cucina mediterranea. Sensibilizzandosi sul tema del volontariato e dell’integrazione gli aspiranti chef dell’Istituto sono diventano docenti speciali di un gruppo di 15 immigrati. Per chiudere in bellezza il 23 marzo è in programma un food contest in pieno stile Masterchef dove studenti ed immigrati verranno divisi in squadre e si sfideranno per il miglior menù anti spreco.

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