Non c’è tempo da sprecare

Non c’è tempo da sprecare

  • Postato: Feb 05, 2021
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Le ACLI di Roma e provincia in prima linea contro lo spreco alimentare. In due anni (da gennaio 2019 a gennaio 2021) l’associazione, grazie al progetto “Il cibo che serve”, è riuscita a recuperare ben 174.630 kg di cibo la maggior parte durante il periodo di lockdown. Nello specifico sono state salvate dallo spreco 85mila kg di pane72mila kg di ortaggi e frutta15.300 kg di prodotti a lunga scadenza330 kg di pesce e 2000 kg di salumi. Tutto questo grazie a una vera e propria rete di solidarietà che ha coinvolto 71 realtà solidali160 esercenti donatori e che ha permesso di raggiungere 5000 persone ogni giorno.

Per questo, in occasione della Giornata Nazionale contro lo Spreco Alimentare, che ricorre domani 5 febbraio 2021, le ACLI di Roma e provincia hanno messo in campo diverse iniziative, a cominciare dalla realizzazione di una cartolina di sensibilizzazione che ha come slogan “Non c’è tempo da sprecare – recuperiamo le eccedenze per creare valore sociale, economico e ambientale”.

Proprio nella giornata di domani, tutti i nuovi sviluppi de “Il cibo che serve” saranno presentati dalla presidente delle ACLI di Roma, Lidia Borzì nell’ambito del web talk “Stop food waste. One health, one planet”, promosso da Fondazione Enpam con Piazza della Salute, ACLI di Roma aps, SprecoZero, Fondazione FICO, Centro Agroalimentare Bologna IPSEOA V.Gioberti Trastevere Roma, Lions International, Crescere insieme. Il talk sarà in diretta a partire dalle 16.30 sulle pagine Facebook e Youtube delle ACLI di Roma.

Inoltre, è stato realizzato il fotolibro “Cibo libera tutti” che racconta con immagini significative proprio le attività della Buona Pratica “Il cibo che serve”, con uno speciale focus all’impegno svolto durante il lockdown nel 2020. Dalle raccolte speciali di generi alimentari grazie alla generosità degli esercenti della rete solidale delle ACLI di Roma, alle campagne di sensibilizzazione volte a promuovere l’importanza di rimanere a casa e rispettare il distanziamento sociale sulla pagina Facebook e Instagram del progetto.

Il tema del contrasto allo spreco e del recupero delle eccedenze alimentari che possono essere reinserite nei circuiti di solidarietà è stato al centro anche dell’incontro di ieri promosso dalla AS Roma, attraverso la Fondazione RomaCares al quale è intervenuta anche la presidente, Borzì per presentare la buona pratica de “Il cibo che serve”. L’appuntamento, svolto presso la sala Conciliare del Municipio Roma I Centro, fa parte di un percorso che prevede per tutto l’anno il coinvolgimento da parte dell’AS Roma di istituzioni, cittadinanza, associazioni e realtà̀ impegnate, sia a livello globale che locale, per discutere su diversi temi che hanno caratterizzato gli ultimi 150 anni della storia della Capitale.

«La sfida contro lo spreco alimentare – dichiara Lidia Borzì, presidente delle ACLI di Roma aps – non ammette perdite di tempo. Per questo abbiamo scelto di rappresentare per questa giornata una clessidra, dentro la quale è racchiuso il futuro del nostro pianeta. Da 6 anni il nostro progetto “Il cibo che serve” ci permette di recuperare cibo ancora buono da mangiare per trasformarlo in una preziosa risorsa, seguendo il principio “aiuta chi aiuta”. Infatti, il progetto chiama in causa tutti i soggetti della sussidiarietà, mettendo insieme pubblico e privato, profit e no profit. Una buona pratica di economia circolare per cui il cibo, a un passo dal diventare rifiuto, si trasforma in una risorsa che produce un valore che vale per cinque: ambientale, economico, sociale, educativo e per la salute».

«La pandemia – aggiunge Borzì – nell’ultimo anno ha cambiato pesantemente le carte in tavola portandoci a fare i conti con un aumento esponenziale dei bisogni anche tra le fasce di popolazione più insospettabili. Allo stesso tempo abbiamo sperimentato un consistente aumento nelle donazioni di eccedenze, generate anche a causa dei continui stop and go, da parte degli esercenti della nostra rete solidale, che nonostante le difficoltà non si sono mai tirati indietro e hanno dato vita a una vera e propria gara di solidarietà che ci ha permesso di far arrivare sulle tavole dei bisognosi alimenti preziosi per la salute, come ad esempio il pesce, la frutta e la verdura.

“Il cibo che serve”, quindi in questi mesi è cresciuto esponenzialmente rappresentando di fatto uno strumento essenziale per sostenere tantissime persone che a causa del Covid hanno perso il lavoro e si sono ritrovate a vivere situazioni di estremo disagio. Per loro, oltre a fornire il nostro aiuto attraverso il cibo, abbiamo anche messo in campo il nostro segretariato sociale, che ha puntato a prendere in carico la persona garantendo l’esigibilità dei diritti, il contrasto alle povertà economica, ma anche educativa e relazionale».

Lo spreco alimentare non è un gioco

Lo spreco alimentare non è un gioco

  • Postato: Ott 02, 2020
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Per la Prima Giornata internazionale sulla consapevolezza sugli sprechi e le perdite alimentari, le ACLI di Roma rilanciano il proprio impegno di recupero delle eccedenze alimentari e contrasto agli sprechi con “il cibo che serve”, ma anche sensibilizzazione con una cartolina lanciata sui social.

Le ACLI di Roma, in occasione della Prima Giornata internazionale sulla consapevolezza sugli sprechi e le perdite alimentari rilanciano con decisione il messaggio dell’importanza di attività di prevenzione, contrasto e sensibilizzazione contro gli sprechi. Un ambito sul quale le ACLI romane sono attive da tempo con la Buona Pratica di recupero e redistribuzione delle eccedenze alimentari Il cibo che serve che dal gennaio 2019 a oggi ha permesso di salvare e reinserire nel circuito della solidarietà oltre – 82 tonnellate di pane e prodotti da forno, 68 T di ortaggi e frutta grazie anche alla collaborazione con il CAR (Centro Agroalimentare di Roma), 14 T di prodotti a lunga scadenza, 330 kg di pesce1.300 L di bevande e 1.500 kg di salumi.

Punto di forza del progetto è la rete con esercenti, realtà solidali e Istituzioni, una rete che durante il periodo di lockdown si è ulteriormente ampliata grazie alle donazioni di grandi aziende italiane.

In particolare durante il periodo di lockdown sono state oltre 5000 le persone che ogni giorno hanno accompagnato i propri pasti con le eccedenze recuperate e redistribuite, oltre 7.000 i pacchi alimentari e kit igienici donati alle famiglie in estrema difficoltà, raggiungendo 3.332 persone, di cui più di 1.000 minori, grazie all’aiuto di 57 volontari e percorrendo circa 10.000 km, in lungo e largo per la città.

“In questa importante giornata che mira ad accendere i riflettori sull’importanza della consapevolezza e della corresponsabilità in merito al tema della prevenzione e riduzione dello spreco, mi preme sottolineare il valore simbolico di del pane – dichiara Lidia Borzì presidente delle ACLI di Roma – un alimento semplice, ma non un semplice alimento che porta in sé il senso dei legami. La parola compagno che viene da “cum panis” ovvero colui con cui dividere il pane fa capire il valore del pane come strumento di unione.

Nella fase della ripartenza, infatti, pensiamo sia indispensabile il recupero delle “relazioni vive”, quelle esperienze di cura, condivisione, aggregazione e partecipazione che possano concretamente contribuire a ritessere il tessuto umano e sociale delle città e del suo territorio così fortemente ferito dagli effetti della pandemia e del lockdown.

Per questo cogliamo l’occasione di questa giornata per rinnovare il nostro impegno a favore di un modello di azione sociale che possa essere al fianco delle persone non solo nel momento di difficoltà contingente, ma che le aiuti ad uscire dalla condizione di disagio. Per questo la risposta ai bisogni primari è un gancio per inserirle in una rete di protezione sociale capace di garantire esigibilità dei diritti, formazione, e occasioni di aggregazione per combattere la solitudine e l’isolamento sociale ”.

QUI LA RASSEGNA STAMPA

Le ACLI di Roma con l’ENPAM per la VII Giornata Nazionale di prevenzione dello spreco alimentare

Le ACLI di Roma con l’ENPAM per la VII Giornata Nazionale di prevenzione dello spreco alimentare

  • Postato: Feb 11, 2020
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Da gennaio 2019 a gennaio 2020 le ACLI di Roma e provincia, grazie alla buona pratica replicabile de “Il cibo che serve”, hanno potuto recuperare e ridistribuire 64.319 kg di pane e 36.612 kg di ortofrutta, accompagnando in questo modo circa 1.200.000 pasti in un anno. Un’iniziativa che lievita in modo esponenziale se si considera che i valori annuali risultano triplicati rispetto all’anno di inizio di recupero di ogni tipologia di prodotto (2015 il pane e 2018 frutta e verdura).

Di particolare rilevanza sono i prodotti recuperati dalla filiera di agricoltura BIOLOGICA e BIODINAMICA, che al fianco della frutta e alla verdura recuperata grazie alla collaborazione con il CAR (Centro Agroalimentare di Roma), rappresentano quegli alimenti nobili che consentono alle ACLI di Roma di rispondere all’obiettivo non solo di recuperare cibo, ma di garantire cibo di qualità, un nutrimento sano necessario per la tutela della salute, ma che spesso manca sulle tavole dei più fragili.

Questi risultati sono stati presentati, martedì 5 febbraio 2020, in occasione della VII Giornata Nazionale di Prevenzione allo Spreco Alimentare, nel corso dell’appuntamento che ha visto le ACLI di Roma a fianco dell’ENPAM, in piazza Vittorio Emanuele II 78, per un incontro dedicato al contrasto dello spreco, recupero delle eccedenze e salute. L’iniziativa si colloca nell’ambito del progetto “Piazza della Salute” che Enpam porta avanti dal 2016 per sensibilizzare i cittadini sui corretti stili di vita.

Sono intervenuti il presidente dell’Enpam Alberto Oliveti, il ministro dell’Ambiente Sergio Costa, il sottosegretario Roberto Morassut, il viceministro alla Salute Pierpaolo Sileri, il sottosegretario al Ministero della salute Sandra Zampa, la promotrice della legge nazionale “antispreco” Maria Chiara Gadda, l’ambasciatore presso la rappresentanza d’Italia all’Onu Vincenza Lomonaco, il team leader del “Food Losses and waste technical team, nutrition and food systems division” della Fao Rosa Rolle, e il presidente del “Comitato italiano per il World food program” Vincenzo Sanasi d’Arpe.

Al tema del contrasto allo spreco è stata affiancata anche una riflessione sulle importanti pratiche italiane di recupero e redistribuzione delle eccedenze con una tavola rotonda alla quale hanno partecipato: Lidia Borzì, presidente delle ACLI provinciali di Roma, il coordinatore del progetto ’60 Sei zero’ dell’Università di Bologna, Luca Falasconi e Maurizio Pessato, vicepresidente dell’istituto Swg.

“Il cibo che serve” è quindi un progetto in continua crescita, che va oltre i numeri e che nell’ultimo anno si è ulteriormente sviluppato con la collaborazione dei Centri di Logistica e aziende produttrici attraverso il recupero di generi di prossima scadenza (2/3 mesi) ordinati dalla GDO, ma non consegnati ai punti vendita e quindi salvati dallo smaltimento.

Nel 2019 grazie al progetto è stato recuperato anche pesce fresco e generi di prima necessità tra i quali alimenti per l’infanzia, una grande novità per l’iniziativa che, oltre a rivolgersi alle grandi realtà solidali del territorio, si apre, quindi, anche alla distribuzione diretta alle famiglie in difficoltà incontrate e accolte presso i presidi solidali delle ACLI di Roma presenti soprattutto nelle periferie e nella provincia. Sono proprio le famiglie, infatti, ad essere sempre più a rischio povertà, costantemente ad un passo dal baratro costrette a fare i conti con una quotidianità problematica. Per questo le ACLI di Roma hanno ulteriormente esteso la propria attività di recupero ai mercati rionali ampliando la rete del progetto con il Mercato Montagnola e quattro mercati del Municipio Roma III nei quali si sono svolte anche attività di animazione e sensibilizzazione territoriale per la prevenzione e il contrasto allo spreco. Ad oggi “Il cibo che serve” conta 159 esercizi commerciali71 enti solidali in 11 municipi e 7 comuni della provincia di Roma.

Una dimostrazione di come prevenire lo spreco alimentare anche in ambiente domestico sarà inoltre offerta domani da un gruppo di studenti dell’Istituto Alberghiero Gioberti di Roma, impegnati nella preparazione e illustrazione di un piatto realizzato con eccedenze alimentari recuperate grazie al progetto “Il cibo che serve” delle ACLI di Roma e “Cuor di CAR” del Centro Agroalimentare di Roma.

“Siamo felici di rinnovare – dichiara Lidia Borzì, presidente delle ACLI di Roma aps – anche quest’anno la nostra collaborazione con l’ENPAM per la giornata contro lo spreco alimentare, cibo e salute infatti sono alla base della nostra una buona pratica di economia circolare, per cui il cibo a un passo dal diventare rifiuto, diventa risorsa producendo un valore che vale per quattro: economico, sociale, educativo e ambientale. Un progetto che ha significative ricadute positive non solo per i destinatari finali come le famiglie e le realtà solidali, ma anche per gli esercenti, che concretizzano la loro responsabilità sociale d’impresa e possono avere un vantaggio economico grazie alla legge Gadda, le istituzioni, in particolare i municipi, che si pongono come veri e propri presidi di prossimità ma anche le scuole e l’università, che svolgono importanti attività di sensibilizzazione e prevenzione che è la via principale per contrastare gli spechi”.

“La lotta allo spreco alimentare – dichiara Alberto Oliveti, presidente dell’Ente di previdenza e assistenza dei medici e degli odontoiatri – deve partire dalla formazione, specialmente dei più giovani. Bisogna ricordare infatti che si tratta di un tema che ha un impatto sulla salute, oltre ad avere implicazioni etiche. Noi medici, con la nostra capillarità sul territorio, dobbiamo essere in prima linea nel promuovere uno stile di vista attento nella scelta degli alimenti e nella limitazione degli sprechi. Non a caso sono proprio gli alimenti più salutari i più soggetti ad essere buttati, perché freschi e privi di conservanti.”

 

 

 

 

Omaggio alla Madonna Immacolata, nel segno della lotta agli sprechi alimentari

Omaggio alla Madonna Immacolata, nel segno della lotta agli sprechi alimentari

  • Postato: Dic 06, 2019
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In occasione della festa dell’Immacolata Concezione, domenica prossima, 8 dicembre 2020, i nuclei aziendali delle ACLI di Roma di COTRAL-ATACACEAINPS-INPDAP e il nucleo dipendenti ROMA CAPITALE renderanno omaggio alla statua delle Madonna a Piazza di Spagna.

Alle ore 9 verrà celebrata la Santa Messa presso la chiesa di Trinità dei Monti e sarà presieduta da don Francesco Pesce, incaricato per la Pastorale Sociale e del Lavoro della Diocesi di Roma. Successivamente, com’è tradizione da oltre mezzo secolo una loro rappresentanza in processione scenderà la scalinata di Trinità dei Monti per poi deporre l’omaggio floreale, ai piedi della statua della Vergine in attesa dell’arrivo di Papa Francesco.

Quest’anno il tradizionale omaggio floreale delle ACLI di Roma sarà accompagnato da frutta e verdura per simboleggiare le oltre 35 tonnellate di eccedenze alimentari recuperate grazie alla collaborazione con il Centro Agroalimentare di Roma (CAR) e redistribuite alle realtà solidali con il progetto delle ACLI di Roma “Il cibo che serve”.

“Anche quest’anno – spiega LIDIA BORZÌ, presidente delle ACLI di Roma e provincia – saremo presenti per offrire il nostro omaggio alla Madonna affidandole simbolicamente i più fragili della nostra comunità, da chi ha perso tutto o non ha mai avuto niente e chi è fortemente a rischio di cadere nel baratro della povertà a causa di una quotidianità sempre più problematica. Rivolgiamo, quindi, i nostri cuori a Maria affinché, attraverso la sua intercessione, possa esserci un futuro di Speranza e Luce per tutti coloro che soffrono”.

Estate tempo di bilanci e rilancio per il progetto “Il cibo che serve”

Estate tempo di bilanci e rilancio per il progetto “Il cibo che serve”

  • Postato: Ago 28, 2019
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In 14 mesi, da maggio 2018 a luglio 2019, la collaborazione tra le ACLI di Roma aps e il Centro Agroalimentare di Roma (CAR), nata nell’ambito del progetto “Il Cibo che Serve” sostenuto dalla Regione Lazio, è cresciuta in maniera esponenziale, permettendo in totale il recupero di oltre 23 tonnellate di ortofrutta, ridistribuiti nei circuiti di solidarietà della Capitale.

Delle materie prime recuperate, il 62% sono eccedenze di frutta, mentre il 38% eccedenze di ortaggi e tuberi. Si tratta di cibo rimasto invenduto all’interno del CAR che è stato recuperato grazie al lavoro dei volontari delle ACLI di Roma, ma anche di donazioni degli operatori che lavorano all’interno del Mercato romano grazie anche alla campagna «Cuor di CAR».

Una volta recuperato, il cibo è stato ridistribuito a 61 realtà solidali che operano a Roma e provincia, tra cui 21 parrocchie o associazioni parrocchiali, 13 associazioni di volontariato, 6 mense sociali, 4 strutture per stranieri e anche associazioni religiose non cattoliche, case-famiglia, realtà che assistono su strada i senzatetto, empori solidali, centri diurni, strutture per ex detenuti, case di riposo e presidi solidali ACLI.

Tra le aree della città e della provincia maggiormente coinvolte ci sono il I Municipio, con 15 realtà beneficiarie, l’VIII Municipio, con 11 realtà beneficiarie, il III e il XII Municipio, con 6 realtà, il comune di Guidonia, con 5 realtà, e via via gli altri Municipi e i comuni di Albano Laziale, Bracciano e Mentana.

In totale, il cibo recuperato corrisponde a un valore economico di 45.650€ e a un totale di 11.563 pasti donati. Per la distribuzione, i volontari delle ACLI di Roma hanno utilizzato un furgoncino refrigerato che ha percorso in totale 15.158 km.

“Questi dati che abbiamo raccolto – commenta LIDIA BORZÌ, presidente delle ACLI di Roma aps – sottolineano la forza moltiplicatrice della rete, che grazie alla collaborazione con il CAR, sta dando risultati straordinari. Attraverso questo sistema siamo riusciti a fare in modo che sulle tavole di tante persone in difficoltà siano tornati prodotti preziosi come la frutta e la verdura, che purtroppo sono i primi a sparire in caso di problemi economici. Tutto questo però, senza sostituirci ai tanti enti caritatevoli che agiscono nella nostra città, ma affiancandoli e supportandoli nel loro lavoro. La nostra buona pratica di economia circolare, sperimentata con il progetto “Il cibo che serve”, trasforma gli alimenti destinati a diventare rifiuti, ma ancora buoni da mangiare, in risorse, e supera la logica del mero assistenzialismo, mettendo al centro i legami vivi e producendo così valore relazionale. Seguendo questo modello di inclusione attiva, abbiamo avviato anche dei presidi solidali nella città, in particolare nelle zone periferiche come Rebibbia e Corviale, in cui oltre a fornire risposte immediate nell’emergenza, assicuriamo esigibilità dei diritti e occasioni di aggregazione”.

“È una scommessa vinta – spiega FABIO MASSIMO PALLOTTINI, direttore generale del CAR – insieme alle ACLI di Roma a favore di chi è più fragile. Questo risultato nella raccolta delle eccedenze ci dimostra che insieme, e facendo rete, si può dare una riposta concreta alle tante emergenze che colpiscono la nostra città a partire da chi non ha più la possibilità di fare una pasto completo e soprattutto di consumare frutta e verdure fresche. Abbiamo lanciato la nostra campagna Cuor di CAR anche per essere protagonisti in questa vera e propria battaglia contro lo spreco alimentare e a favore del recupero del cibo anche grazie alla grande disponibilità e generosità degli operatori presenti nel nostro Centro Agrolimentare che non si sono mai tirati indietro e ci hanno sostenuto in questa iniziativa benefica che stiamo portando aventi con le ACLI di Roma”.

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Castelli senza barriere: giornata culturale di socializzazione ai Castelli Romani

Castelli senza barriere: giornata culturale di socializzazione ai Castelli Romani

  • Postato: Mag 10, 2019
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Lunedì, 13 maggio 2019, le ACLI di Roma e provincia organizzeranno una giornata culturale di socializzazione ai Castelli Romani per persone con disabilità della periferia romana. Lo slogan della giornata è Castelli senza barriere.

Alla giornata parteciperanno oltre 40 disabili insieme ai loro accompagnatori e ad alcuni volontari del “Gruppo Amici San Giovanni di Dio”, attivo da vent’anni nella parrocchia Nostra Signora di Coromoto, che riunisce disabili provenienti da diverse Case Famiglia della Capitale.

Il programma prevede la partenza alle ore 9 dalla Parrocchia Nostra Signora di Coromoto (Largo Nostra Signora di Coromoto, 2) per realizzare un itinerario tra le bellezze artistiche e i sapori della zona dei Castelli Romani, da sempre meta che attira i turisti di ogni Paese che scelgono di soggiornare a Roma. È prevista anche la visita guidata a Palazzo Chigi, residenza storica situata nel centro di Ariccia, che rappresenta un esempio unico di dimora barocca rimasta inalterata nei secoli.

La giornata viene proposta all’interno del progetto “Il cibo che serve”, organizzato dalla stessa associazione e finanziato dalla Regione Lazio nell’ambito del bando per il contrasto delle povertà estreme e della marginalità sociale. L’iniziativa rientra nei percorsi di inclusione attiva, ascolto e sostegno del progetto ed è organizzata grazie alla collaborazione con il presidio solidale, attivo con “Il cibo che serve”, presso la Parrocchia Nostra Signora di Coromoto.

Parteciperanno: FRANCESCO PAPPALARDO, responsabile amministrativo delle ACLI di Roma con delega alla disabilità, ALESSANDRA DE MARIA, responsabile di progetto de “Il cibo che serve” e CARLOTTA MASCARETTI, operatore di rete de “Il cibo che serve” ed esperta di Beni Culturali.

“Siamo molto legati – dichiara LIDIA BORZÌ, presidente delle ACLI di Roma e provincia – a iniziative del genere perché rispecchiano a pieno la vera mission delle ACLI di Roma, cioè quella di promuovere inclusione attiva, partendo dai bisogni primari dei più fragili. Ancora oggi in Italia, purtroppo, le persone con disabilità si trovano a scontrarsi quotidianamente contro muri materiali, economici e relazionali, senza trovare un sostegno completamente attivo e consapevole da parte della società”.

“Nei sei presidi solidali – aggiunge BORZÌ – attivi grazie a «Il cibo che serve», superiamo la logica dell’assistenzialismo e mettiamo al centro del nostro impegno i legami vivi. Infatti facciamo in modo che la redistribuzione di generi alimentari diventi un tramite per mettere le persone in difficoltà all’interno di un sistema di protezione sociale, che oltre ad offrire risposte immediate nell’emergenza, garantisce l’esigibilità dei diritti, realizza occasioni di aggregazione, e ci consente contemporaneamente di essere un pungolo costante per le Istituzioni. Siamo convinti che portare avanti questo modello di azione sociale sia fondamentale per costruire una Roma più accogliente, capace di tessere relazioni solidali, non lasciando indietro nessuno”.

La locandina dell’evento 

La rassegna stampa

 

 

Su il sipario sul Cibo che serve

Su il sipario sul Cibo che serve

  • Postato: Feb 04, 2019
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Martedì 5 febbraio 2018, in occasione della VI Giornata Nazionale di Prevenzione allo Spreco Alimentare, presso la sede dell’ENPAM, in piazza Vittorio Emanuele II 78, si terrà alle ore 10.30 l’evento “Primo: Non Sprecare – Alimentare il valore del cibo”, che rientra nelle manifestazioni ufficiali della Giornata promossa dallacampagna Spreco Zero e dal progetto 60 Sei ZERO del Ministero dell’Ambiente Università di Bologna – Distal (Dipartimento di cienze e Tecnologie Agroalimentari).

La Giornata si aprirà con una lezione di educazione e prevenzione allo spreco alimentare alla quale parteciperanno Alberto Oliveti, presidente della Fondazione Enpam, Andrea Segrè, presidente di Last Minute Market, Luca Falasconi, coordinatore della Giornata Nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare e Lidia Borzì, presidente delle ACLI di Roma e provincia. Sono previsti anche alcuni sketch sul tema a cura della Compagnia Teatrale Punto&Virgola delle ACLI di Roma.

Una dimostrazione di buone pratiche per prevenire lo spreco alimentare sarà offerta da un gruppo di studenti dell’Istituto Alberghiero Gioberti di Roma, impegnati nella preparazione e illustrazione di un piatto realizzato con cibo di recupero dalle eccedenze e dai prodotti a ridosso di scadenza.

L’evento è promosso dall’ENPAM nella cornice di Piazza della Salute insieme al Municipio Roma I Centro ed alle ACLI di Roma e provincia.

In questa occasione le ACLI di Roma presenteranno anche gli sviluppi del progetto “Il cibo Che Serve”, grazie al quale nel solo 2018 sono stati recuperati 39.581 kg di pane (124.558 kg dall’inizio del progetto) e 7.258 kg di ortofrutta invenduti, per un valore economico di circa €107.000 (335.000 euro se consideriamo il periodo dall’avvio dell’iniziativa), un totale di 4.000 poveri raggiunti ogni giorno attraverso la rete degli enti caritatevoli e oltre 1.000.000 di pasti accompagnati.

“Questa giornata – dichiara Lidia Borzì, presidente delle ACLI di Roma e provincia – ha per noi un significato particolare, perché la lotta allo spreco alimentare è diventata una delle nostre battaglie principali alla quale affianchiamo un forte impegno per la prevenzione e la promozione di stili di vita sani attraverso iniziative di educazione e sensibilizzazione che coinvolgono anche i più piccoli”.

“Inoltre – aggiunge Borzì – il nostro progetto non soltanto ottiene risultati importantissimi in termini numerici e mette in rete 45 esercizi commerciali, 50 enti solidali e 6 Municipi della Capitale, ma allo stesso tempo propone percorsi di inclusione attiva, per non offrire alle persone indigenti soltanto un pasto, ma una vera occasione per reinserirsi nella società. È proprio con questo spirito che sono nati nella città di Roma 6 presidi solidali, punti di distribuzione delle eccedenze alimentari recuperate, ma anche luoghi in cui assicuriamo esigibilità dei diritti, assistenza socio-sanitaria, sportelli di sostegno psicologico e occasioni di aggregazione. Allo stesso tempo è stata realizzata “Roma che Serve”, un’app gratuita per gli smartphone, che da un lato semplifica le donazioni di cibo, ai fini solidali, da parte delle realtà produttive a favore delle associazioni caritatevoli, e dall’altro lato permette a chi vive situazioni di bisogno di scoprire a Roma e provincia dove potersi rivolgersi per trovare da mangiare, un letto per dormire o un posto per lavarsi”.

Arriva l’app Roma che serve contro lo spreco alimentare

Arriva l’app Roma che serve contro lo spreco alimentare

  • Postato: Ott 19, 2018
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Una nuova applicazione, totalmente gratuita e scaricabile da oggi su ogni tipo di smartphone e tablet, che da un lato semplifica le donazioni di cibo da parte delle realtà produttive a favore delle associazioni caritatevoli che sostengono i più poveri, e dall’altro lato permette a chi vive situazioni di bisogno di scoprire a Roma e provincia dove possono rivolgersi per trovare da mangiare, un letto per dormire o un posto per lavarsi valorizzando la rete di enti che fattivamente ruotano attorno al progetto offrendo anche servizi primari.

Si tratta di “Roma che serve”, l’app presentata oggi dalle ACLI di Roma e provincia presso il Centro Agroalimentare di Roma.  “Roma che serve” nasce infatti nell’ambito del progetto di recupero alimentare “Il cibo che serve”, finanziato dalla Regione Lazio.

Alla presentazione di questa mattina ha portato i saluti di benvenuto VALTER GIAMMARIA, presidente del CAR. Sono poi intervenuti: LIDIA BORZÌ, presidente delle ACLI di Roma e provincia,  ALESSANDRA TRONCARELLI Assessore Politiche Sociali, Welfare ed Enti Locali della Regione Lazio, DON BENONI AMBARUS, direttore della Caritas diocesana di Roma, FABIO MASSIMO PALLOTTINI, direttore generale del CAR. Le funzionalità dell’app sono state presentate da PAOLO FRUSONE, responsabile progetti Mediaera srl.

Il progetto “Il cibo che serve” delle ACLI di Roma permette alle realtà produttive che hanno eccedenza di cibo di donarlo a quelle realtà solidali che invece desiderano riceverlo per promuovere azioni di contrasto alla povertà. Un circuito di solidarietà che da giugno 2018 ha già permesso il recupero di 4.000 kg di ortofrutta e nel corso dell’anno di 30.000 kg di pane. La nuova app “Roma che serve” renderà ancora più facile l’incontro fra chi desidera donare e chi vuole ricevere cibo. Inoltre, avrà una sezione dedicata che indicherà su una mappa i luoghi di solidarietà di prossimità a cui le persone in difficoltà possono rivolgersi per ricevere un sostegno e un aiuto.

“Il cibo che serve”, però, intende rimanere un progetto concreto, radicato sul territorio, e proprio per questo oltre alla app “Roma che serve” verrà inaugurato questa settimana anche un presidio solidale (il secondo, dopo quello già attivo al Centro Agroalimentare di Roma) presso la parrocchia San Paolo della Croce, in via Poggio Verde 319, a Corviale. Questo presidio sarà un punto di distribuzione per il cibo e il pane recuperati, ma anche un luogo di esigibilità dei diritti volto a favorire l’inclusione attiva, con consulenze, assistenza socio-sanitaria, e sportelli di sostegno psicologico. Sarà attivo ogni martedì dalle 16 alle 18. Entro il mese di dicembre, inoltre, i presidi solidali del progetto “Il cibo che serve” diventeranno sei su tutto il territorio romano.

La presentazione dell’app “Roma che serve” si è tenuta al Centro Agroalimentare di Roma poiché fin da subito questa grande realtà produttiva ha sposato il progetto delle ACLI di Roma, mettendo a disposizione gran parte del cibo che ogni giorno rischia di diventare scarto all’interno del mercato. Le ACLI di Roma, inoltre, dopo aver aperto presso il CAR il primo presidio solidale del progetto, hanno anche preso in custodia la Cappella del mercato dedicata a Maria Regina della Pace, riaprendola dopo 10 anni.

“Un progetto che va oltre il recupero del cibo e del contrasto alle povertà in quanto mira anche a ri-animare la comunità per costruire coesione sociale –dichiara Lidia Borzì, presidente delle ACLI di Roma e provincia – questo ambizioso ma entusiasmante obiettivo è raggiungibile grazie alla rete che aderisce al progetto composta da tutti i protagonisti che concretamente hanno la corresponsabilità di agire la sussidiarietà circolare. Il progetto infatti produce un effetto moltiplicatore di solidarietà in quanto aiuta e sostiene gli enti caritatevoli che ogni giorno sono al fianco degli ultimi, avendo come valore aggiunto la presenza e la collaborazione di Istituzioni, società civile, terzo settore, mondo dell’imprenditoria e agenzie educative come la scuola, l’università e le parrocchie. Una rete che si basa sulle relazioni vive che non si fermano al virtuale, ma si concretizzano nel lavoro di ogni giorno al fianco dei più fragili attraverso un modello di azione sociale che, partendo dal fornire risposte immediate all’emergenza, mette al centro la dignità della persone puntando all’inclusione attiva.”

 

Il pane A Chi Serve 2.0 riceve il premio Buone Notizie 2018 del Corriere della Sera

Il pane A Chi Serve 2.0 riceve il premio Buone Notizie 2018 del Corriere della Sera

  • Postato: Set 25, 2018
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Il progetto “il pane A Chi Serve 2.0” delle ACLI di Roma, grazie al quale fino a oggi sono stati recuperati110.157 kg di pane e che ogni giorno aiuta 2.300 poveri della Capitale, ha ricevuto il Premio “Buone Notizie 2018”, promosso dal Corriere della Sera e dalla Fondazione Corriere della Sera.

Lidia Borzì, Presidente delle Acli di Roma accompagnata dal Presidente nazionale delle Acli, Roberto Rossini, ha ritirato il prestigioso riconoscimento, consegnato ieri presso l’UniCredit Pavilion di Milano alla presenza di Urbano Cairo, Presidente di RCS MediaGroup, di Luciano Fontana, Direttore del Corriere della Sera e di Elisabetta Soglio, Responsabile Corriere della Sera Buone Notizie.

Il progetto “il pane A Chi Serve 2.0” è un progetto innovativo che mette in rete 45 panifici con 44 enti solidali (che distribuiscono cibo e pasti ai più poveri) e sei Municipi di Roma. Grazie anche all’impegno dei volontari, che hanno donato in totale oltre 4.000 giorni di servizio e hanno percorso circa 13.200 km, il progetto è riuscito a fornire pane per accompagnare circa 800.000 pasti. Gli obiettivi del progetto sono quelli di contrastare lo spreco alimentare (in Italia, ogni anno si sprecano circa 28kg di cibo a persona), assicurare assistenza nell’emergenza e nella lotta alle povertà, creare legami solidali di  prossimità, sensibilizzare ed educare al recupero e favorire la responsabilità sociale d’impresa.

Nell’ultimo anno, inoltre, dall’esperienza de “il pane A Chi Serve 2.0” è nato un nuovo progetto che integra e amplia il primo: “Il Cibo che Serve”, finanziato dalla Regione Lazio nell’ambito del bando per il contrasto delle povertà estreme e della marginalità sociale. “Il Cibo che Serve”,infatti, estende la tipologia di generi alimentari recuperati, in particolare a frutta e verdura (grazie anche all’acquisto di un furgone refrigerato), incrementa le realtà che ricevono i beni e si avvale della collaborazione dei mercati rionali e del Centro Agroalimentare di Roma. L’obiettivo delle ACLI di Roma è quindi quello di arrivare a raggiungere 3.000 poveri ogni giorno e coprire almeno 10 dei 19 Municipi  della capitale per un totale di oltre 1 milione e 200mila cittadini anche grazie all’imminente apertura di 6 presidi solidali e di una applicazione dedicata che sarà presentata nel mese di ottobre.

“Questo progetto – dichiara Lidia Borzì, Presidente delle ACLI di Roma e provincia – mira a recuperare gli “scarti” e gli “scartati” contrastando in primo luogo il paradosso dell’abbondanza, in quanto il cibo c’è per tutti ma non tutti ne hanno accesso, infatti c’è chi usa con disinvoltura la pattumiera e chi scava nei cassonetti per procurarsi da mangiare tra i rifiuti. Il progetto si fonda su un meccanismo moltiplicatore di solidarietà che aiuta chi aiuta, senza sostituirci alle organizzazioni caritatevoli, ma anzi sostenendole e rinforzandole. Inoltre, grazie alla rete virtuosa che si è creata, proviamo anche a farci carico delle persone bisognose inserendole in un percorso di inclusione sociale attiva che prevede esigibilità dei diritti, formazione professionale e momenti di aggregazione”.

“Questo riconoscimento – aggiunge Borzì – va idealmente alle tante persone che ogni giorno, con il loro grande cuore, rendono tutto questo possibile: i volontari, i commercianti, gli enti di solidarietà e chiunque contribuisce a portare avanti e anzi a far lievitare sempre di più questa buona pratica dedicata prima di tutto  ai poveri”.

Anche il Presidente nazionale delle Acli, Roberto Rossini, ha espresso la sua soddisfazione: “E’ il giusto riconoscimento per un progetto tanto semplice quanto innovativo che deve farci capire come, molto spesso, per fare del bene e creare un circolo virtuoso siano necessarie, prima ancora che quelle materiali, risorse immateriali: volontà, ingegno, perseveranza, spirito di sacrificio. E’ questo il giusto collante – ha concluso Rossini – capace di mettere in relazione diversi soggetti all’interno di una comunità in vista di un obiettivo più grande, proprio come è successo per il progetto delle Acli di Roma “il pane A Chi Serve 2.0”, un progetto che vogliamo esportare anche in altre grandi città del nostro paese dove la povertà è una vera emergenza sociale”.

Questo l’articolo uscito sul numero speciale di Buone Notizie (Corriere della Sera) dello scorso 24 settembre 2018.

 

La solidarietà non va in vacanza

La solidarietà non va in vacanza

  • Postato: Ago 22, 2018
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Oltre 1000 kg di frutta e verdura, destinati alle mense sociali che assistono nella Capitale anziani soli, senza fissa dimora e famiglie in difficoltà. È il bilancio dell’iniziativa “La solidarietà non va in vacanza“, promossa dal Centro Agroalimentare di Roma e dalle Acli di Roma e provincia.

Cocomeri, ananas, albicocche, pesche, melanzane, peperoni, sedani, carote e molti altri prodotti ortofrutticoli sono stati quindi consegnati ai circuiti di assistenza e sostegno sociale che a Roma – soprattutto ad agosto – assistono persone indigenti. In particolare, i prodotti recuperati sono stati portati, con l’utilizzo di un furgone refrigerato, alla mensa dell’Opera Nazionale per la città dei ragazzi, alla mensa della parrocchia di Santa Maria in Campitelli e all’Isola Solidale. Il Centro Agroalimentare di Roma e le ACLI di Roma e provincia da oltre un anno collaborano per la lotta allo spreco del cibo e per il riutilizzo dello stesso a fini sociali, in particolare grazie al progetto “Il Cibo Che Serve”.

“Questa collaborazione – dichiara Lidia Borzì, presidente delle Acli di Roma e provincia – sta dando frutti molto importanti, considerando che nel solo periodo estivo, e prima di oggi, sono stati recuperati oltre 4000kg di frutta e verdura. Un impegno che ha anche una valenza educativa, perché insegna a non sprecare il cibo, e che è un esempio virtuoso di sussidiarietà circolare che mette insieme istituzioni, in questo caso la Regione Lazio che ha contribuito con l’acquisto del furgone refrigerato, enti commerciali come il CAR e le associazioni impegnate nel sociale, come le Acli e tutte quelle che fanno parte della nostra rete di solidarietà e che si prendono cura dei più deboli. Inoltre, proprio oggi, questa iniziativa ha visto aggiungersi un partner importante, la Consetra Trasporti di Luigi Cofone, che offrirà i suoi mezzi per rendere ancora più efficace e capillare la distribuzione del cibo recuperato”.

“Un’iniziativa – commenta Fabio Massimo Pallottini, direttore generale del CAR – che si ripete ormai da diversi mesi, ma che in questo periodo estivo assume un valore ancora più importante, poiché a causa del caldo e delle città che si svuotano, chi è in difficoltà può sentirsi ancora più solo. Ridistribuire nel circuito solidale prodotti ortofrutticoli ancora buoni e di qualità significa rispondere all’esigenza di una corretta alimentazione da parte delle famiglie più bisognose, che purtroppo, come sappiamo, tagliano i consumi a partire proprio da questi prodotti. Nel nostro piccolo quindi vogliamo essere attenti a queste esigenze, e lo facciamo grazie alle ACLI di Roma, che ci aiutano nella distribuzione, e anche i nostri commercianti, che dimostrano sempre di avere un cuore grande”.

 

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