dal pane al cibo
Il Cibo che serve è un progetto articolato di contrasto alla povertà nella città di Roma attraverso il recupero e la redistribuzione del pane e dei cibi freschi commestibili di prossima scadenza (Leggi 155/2003 e 166/2016) e attraverso la realizzazione di presidi solidali che promuovono percorsi di inclusione attiva.
Il progetto, organizzato dalle ACLI di Roma e finanziato dalla Regione Lazio nell’ambito del bando per il contrasto delle povertà estreme e della marginalità sociale, nasce dall’esperienza consolidata del Pane A Chi Serve 2.0 che dal 2011 recupera il pane invenduto e lo mette a disposizione di tutti gli enti impegnati nel contrasto alla povertà e che è arrivato ad ottenere il patrocinio di Expo2015.

L’evoluzione: il potenziamento riguarda i generi alimentari e la rete solidale.
Oltre al pane, infatti, la raccolta e redistribuzione interessa frutta, verdura e cibi freschi di prossima scadenza.
grazie all’acquisto di un furgone refrigerato con certificato ATP, il coinvolgimento di diverse realtà produttive e l’ampliamento dei Municipi coinvolti (già 6 hanno aderito): ai panificatori si aggiungono servizi di catering e ristorazione, negozi di vendita al dettaglio, passando anche per la Grande Distribuzione Organizzata, i mercati rionali e agroalimentari.
Destinatari delle eccedenze mense, parrocchie ed enti caritatevoli con l’obiettivo di intercettare almeno 3.000 poveri ogni giorno.

L’unicità del progetto: Il Cibo che serve facendo propria la logica multi tasking che caratterizza il modello operativo delle ACLI di Roma, propone un’azione di contrasto alla povertà coniugando concretezza, esigibilità dei diritti e politiche attive di inclusione con l’obiettivo di innescare un circolo virtuoso che mette al centro la persona.
In tale ambito per rispondere alle esigenze di vicinanza del target specifico del progetto verranno realizzati nel corso 6 presidi solidali, luoghi di redistribuzione alle famiglie bisognose di pane e cibi freschi e di presa in carico della persona a 360° grazie a percorsi personalizzati in cui saranno coinvolte tutte le competenze del Sistema Acli;dall’orientamento e inserimento nel mondo del lavoro, ad attività di formazione sull’esigibilità dei diritti ad iniziative culturali, sportive e di educazione e promozione del volontariato.
Percorsi accompagnati da momenti di formazione e sensibilizzazione specifica sul riuso del cibo, lezioni di cucina pubbliche e incontri formativi con gli studenti delle scuole cittadine.

In concreto, le nostre azioni
Mappatura del territorio: ricerca e inserimento nel database dedicato alle realtà solidali e produttive. La mappatura completa garantisce la massima diffusione ed efficacia

Matching: individuazione dei bisogni delle realtà solidali e messa in relazione con i resi offerti dalle realtà produttive.

Raccolta e redistribuzione del pane e cibi freschi: il ritiro e la redistribuzione avvengono con modalità differenti, in ottica sussidiaria. In alcuni casi le realtà solidali sono direttamente coinvolte nel ritito e nella distribuzione (recupero a km 0), nei casi con maggiori criticità come distribuzione presso grandi mense o in relatà periferiche sono gli operatori e i volontari delle ACLI di Roma a trasportare gli alimenti a domicilio.

Realizzazione dei presidi solidali: luoghi dedicati alla distribuzione diretta alle famiglie di pane e di cibi freschi commestibili in scadenza che diventano punti di contatto con le famiglie, ascolto e coinvolgimento diretto nei percorsi di inclusione attiva,

Realizzazione di percorsi personalizzati di ascolto, sostegno e accompagnamento: nei presidi solidali verranno individuate persone e famiglie in stato di necessità per avviare un percorso di inclusione attiva

App Romacheserve: l’app per smartphone  verrà lanciata come strumento di orientamento per le persone in difficoltà e come strumento per incentivare alla raccolta e redistribuzione dei prodotti alimentare.
Inoltre, semplificherà l’incontro tra realtà produttive e realtà solidali sotto la regia delle ACLI di Roma.

Il progetto in numeri:
Raggiungere 3.000 persone circa al giorno attraverso i matching e i presidi solidali.
Contattare circa 150 famiglie povere sul territorio ed avviare un percorso personalizzato con almeno 600 persone (6 Municipi hanno già aderito al progetto per un totale di 1.057.731 abitanti).
Incrementare il numero di realtà solidali e produttive aderenti arrivando a un totale di 120 realtà coinvolte.