IMG_principi

Un progetto che serve: secondo il Rapporto Caritas “La povertà a Roma, un punto di vista” accanto alla povertà assoluta e relativa cresce anche la povertà alimentare: 7.550 persone sono in povertà estrema e oltre 130.000 famiglie non hanno risorse alimentari sufficienti per il proprio sostentamento; tra queste 500.00 persone (150 mila minori) mangiano in maniera adeguata solamente ogni 2 giorni. Dati che non lasciano scampo e fotografano in modo tangibile il malessere della Capitale.
L’altra paradossale faccia della medaglia della povertà alimentare è lo spreco alimentare. Una ricerca di SWG per la campagna Spreco Zero 2016 ha rivelato che lo spreco domestico degli italiani vale 8 miliardi di euro all’anno, circa 30 euro mensili a famiglia per 600 grammi di cibo sprecato.

La rete: il Cibo che serve trae linfa dalla costruzione di legami di rete sul territorio.
Attraverso una rete solidale composta da realtà produttive (servizi di catering e ristorazione, negozi di vendita al dettaglio,Grande Distribuzione Organizzata, mercati rionali e agroalimentari), Municipi ed associazioni che giornalmente operano nella città di Roma per il bene comune, il progetto intende mettere in campo un’azione efficace di contrasto alla povertà.
Unendo la fornitura di un servizio concreto quale la distribuzione di cibo e l’avvio di percorsi che promuovono l’inserimento lavorativo, l’esigibilità dei diritti e la formazione culturale da vita ad un modello di sussidarietà circolare che supera l’approccio frammentato e che vuole proporsi in definitiva come una buona pratica replicabile.