La crociera del recupero alimentare, a tutta dritta contro lo spreco

La crociera del recupero alimentare, a tutta dritta contro lo spreco

  • Postato: Dic 13, 2017
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Nel “mare magnum” dello spreco alimentare c’è una nave che ha deciso di brillare. E’ la Costa Diadema, ammiraglia della compagnia italiana Costa Crociere.

Durante i suoi appuntamenti di crociera in lungo e largo per il Mar Mediterraneo ha trasformato i suoi scali in occasioni  per donare gli alimenti in avanzo cucinati dai 150 chef di bordo.
L’iniziativa è frutto dell’accordo di fine luglio tra la Compagnia Costa Crociere e la Fondazione Banco Alimentare Onlus che insieme hanno tracciato una nuova rotta: portare in mare per la prima volta nel mondo la lotta allo spreco di cibo.

In 5 mesi tutti i sabati dopo l’attracco al porto di Savona sono stati recuperati i pasti preparati ma non consumati a bordo della nave per un totale di 8.500 porzioni.
Così code alla vaccinara e gnocchi alla romana sono finiti sulle tavole dei minori a rischio sociale di età compresa tra i 15 ed i 18 anni accolti dalla comunità “L’ Ancora”. 

Ora la direzione della bussola anti spreco ha puntato su Civitavecchia.
Il porto laziale è entrato da inizio dicembre nella mappa della solidarietà della Diadema. Ogni giovedì, il giorno precedente allo scalo, al termine della cena saranno raccolti tutti i piatti, i “ready to eat”, cucinati nelle diverse aree di ristorazione della nave.
Poi posti in contenitori di alluminio, sigillati ed etichettati saranno consegnati ogni venerdì ai volontari del Banco Alimentare. Destinataria finale la onlus “La Repubblica dei Ragazzi”, comunità dell’Aurelia Antica, che ospita ed assiste ragazzi con gravi problemi familiari.

La rotta sembra destinata ad arricchirsi di nuovi scali solidali.
Banco Alimentare e Costa Crociera hanno scoperto un autentico tesoro.

Fonti
roma.repubblica.it/cronaca
costa-crociera-e-banco-alimentare

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Preferibilmente meglio non sprecare:ecco la strategia norvegese

Preferibilmente meglio non sprecare:ecco la strategia norvegese

  • Postato: Dic 07, 2017
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Sugli scaffali in bella vista capsule di caffè fuori mercato, pacchi di biscotti e riso scaduti da settimane e prodotti surgelati vicinissimi alla data di scadenza.

I commessi del supermercato di Oslo, Best Før, sono impazziti? Macché, hanno messo in atto una strategia ad hoc per ridurre notevolmente lo spreco di cibo.

Sui fiordi iniziano a fare sul serio dal 2010 . Il governo  vira con forza sull’ecosostenibilità, sensibilizzando le industrie e le famiglie sul tema food waste”di assoluta importanza considerando che per il clima rigido la Norvegia è costretta ad importare alimenti dal Sud Europa con costi notevolissimi.
Ed ecco allora l’idea di Best Før: vendere prodotti in via di scadenza o già scaduti, applicando sconti fino al 60%. Tutto si gioca sulla dicitura “da consumarsi preferibilmente entro che spesso disorienta il cliente. In questo caso non c’è da allarmarsi, l’alimento può essere consumato anche un paio di mesi dopo la data riportata sulla confezione.

A rinforzare la cavalleria anti spreco scandinava arriva anche la tecnologia con due app; Best Før e Food List.
La prima è una piattaforma su misura per i supermercati. Quando un prodotto si avvicina alla data di scadenza allerta i gestori, che possono così scontarla o indirizzarla alle mense per i bisognosi.
Con la seconda, invece i clienti possono condividere foto di alimenti scontati e prossimi al ritiro dal mercato per attrarre altri acquirenti al supermercato. Una sorta di social per cibi in scadenza.

Il risultato di queste strategie non si è fatto attendere. In 5 anni il cibo finito nella spazzatura è diminuito del 12% .Prossimo imperativo arrivare a ridurre lo spreco del 50% con data di scadenza, fissata dal governo, per il 2030. Senza nessun “preferibilmente”.

Fonti
thefoodmakers.startupitalia.eu
breakingtech.it

 

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Effetto Gadda, chi ben comincia…

Effetto Gadda, chi ben comincia…

  • Postato: Nov 28, 2017
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Il traguardo è ancora lontano ma  l’Italia si è munita di un ottimo equipaggiamento, essenziale per i viaggi lunghi e faticosi.
Due mesi fa la Legge Gadda ha spento la sua prima candelina.
Diversi i motivi per festeggiare una norma, che mira a favorire il recupero di prodotti ancora utilizzabili da parte delle associazioni di volontariato e che ha portato il nostro paese ad una posizione di avanguardia nella lotta contro lo spreco alimentare.

Semplificazioni burocratiche, sgravi fiscali e bonus per i donatori: queste le carte per incentivare il recupero e per facilitare la donazione di cibo, farmaci e vestiario verso enti pubblici e privati che perseguono senza fine di lucro attività solidali.
Risultato? Tutti più contenti e virtuosi.
Ristoratori ed aziende donano di più, le associazioni di volontariato vedono aumentare la quantità di beni erogati e la Fondazione Banco Alimentare ringrazia.
Le stime della più grande realtà del nostro paese in fatto di recupero cibo, infatti, indicano da settembre 2016 a settembre 2017 un aumento del 20% sul recupero delle eccedenze alimentari.
Ciliegina sulla torta,l’accordo con Costa Crociera con il recupero di cibo dalle dispense della nave Diadema durante lo scalo a Savona..

cesto

Alla festa però c’è un ospite poco gradito, lo spreco tra le mura domestiche. L’indagine di Last Minute Market in collaborazione con l’Università di Bologna sulle abitudini alimentari in famiglia cerchia in rosso un dato allarmante: il “cestino di casa” vale 15,5 miliardi di euro di cibo sprecato, incidendo così del 0,94% sul Pil nazionale.
Su questi numeri non c’è legge che tenga, la partita quindi si sposta sul campo delle nostre abitudini quotidiane.
Per fortuna qualcosa inizia a muoversi anche nella testa degli italiani.
Indizi di una crescente sensibilizzazione arrivano dalla stessa indagine. Fotografando 400 famiglie, 7 persone su 10 conoscono la Legge Gadda e il 91% di loro considera il recupero delle eccedenze di primaria importanza.

Le coordinate quindi sono chiare e passano per la nostra cucina di casa.
Vietato perdersi, per abbattere lo spreco alimentare bisogna accelerare e premere con convinzione sul pedale del buon senso.

Fonti:
repubblica.it/politica/
bancoalimentare.it/it/costa-crociera-e-banco-alimentare

 

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I Giornata Mondiale dei Poveri

I Giornata Mondiale dei Poveri

  • Postato: Nov 23, 2017
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“Se agli occhi del mondo i poveri hanno poco valore, sono loro che ci aprono la via al cielo, sono loro il nostro passaporto per il Paradiso”.

Papa Francesco ha celebrato domenica a San Pietro la prima giornata mondiale dei poveri, istituita al termine del Giubileo della Misericordia

Davanti a settemila persone, durante l’omelia della Santa Messa Bergoglio traccia con parole che scuotono una rotta ben precisa.

Si chiama”indifferenza” il peccato che facciamo ogni volta che davanti ad un bisognoso giriamo il nostro sguardo dalla parte opposta.
Avverte che non basta “essere in regola e non fare nulla di male, Dio non è un controllore in cerca di biglietti non timbrati”.
La sua unità di misura è il bene che ciascuno di noi offre agli altri perché “per il cielo non vale ciò che si ha ma ciò che si da”.
Allora esorta ad agire “per noi è un dovere evangelico prenderci cura di loro, che sono la nostra vera ricchezza, e farlo non solo dando pane, ma anche spezzando con loro il pane della Parola. Accostare chi è più povero di noi toccherà la nostra vita”.

Poi dalla riflessione si passa alla festa.
Papa Francesco pranza insieme a 1.500 poveri accompagnati dai volontari che quotidianamente sono al loro fianco.
L’Aula Paolo VI è completamente vestita a festa per l’occasione, tavoli tondi apparecchiati in modo elegante  e tanti gesti di affetto per il Pontefice che “non ama a parole ma con i fatti”.

Le Acli di Roma con la presidente Lidia Borzì hanno preso parte con grande emozione alla giornata accompagnando a San Pietro oltre 250 poveri e donando il pane recuperato dal progetto “Il Pane A chi Serve 2.0” all’offertorio della Santa Messa.
Un gesto semplice ma dall’alto valore simbolico.

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Avvenire, “L’Urbe si riscopre comunità”

Avvenire, “L’Urbe si riscopre comunità”

  • Postato: Nov 22, 2017
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Nell’articolo di domenica 19 dell’Avvenire “L’Urbe si riscopre comunità” si parla delle tante iniziative solidali nella Capitale in occasione della Prima giornata mondiale dei poveri e del nostro pane de “Il Pane A Chi Serve 2.0″ donato sabato alla veglia per il mondo del volontariato a San Lorenzo Fuori le Mura e domenica per l’offertorio della Santa Messa a San Pietro.Avvenire - L'Urbe si riscopre comunità 19 11 2017

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