Il cibo che serve, contest culinario

Il cibo che serve, contest culinario

  • Postato: Apr 20, 2018
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Integrazione attiva, solidarietà e tradizione culinaria. 
Questi gli ingredienti de “Il cibo che serve” che hanno condito il corso di cucina mediterranea per stranieri realizzato dalle ACLI di Roma in collaborazione con l’Istituto Alberghiero Vincenzo Gioberti.

La ricetta per l’inclusione: il “Cibo che serve” ha in programma diversi percorsi di inclusione attiva volti a favorire il reinserimento sociale delle fasce più fragili.
Così in questo ambito il primo episodio è andato in scena dal 28 febbraio presso le cucine dell’Istituto di via Genovesi 30. Per 11 incontri gli aspiranti chef dell’Istituto, sensibilizzandosi sul tema del volontariato e dell’integrazione hanno vestito i panni dei professori, insegnando i segreti della cucina mediterranea ad un gruppo di 16 stranieri.

Tutti a tavola: lunedì 23 aprile, presso l’Istituto Vincenzo Gioberti,  in programma l’evento finale del corso: un food contest in pieno stile MasterChef. I corsisti stranieri e gli studenti si divideranno in otto squadre, pronte a sfidarsi tra i fornelli per il miglior menù anti spreco.
A mettere i voti alle pietanze una giuria d’eccezione composta tra gli altri dai fratelli Maurizio e Sandro Serva, proprietari e chef del ristorante “ La Trota”(2 stelle Michelin) e Conte Garozzo, partecipante nel 2016 al talent show culinario più famoso al mondo, MasterChef.

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Dal pane al cibo che serve, tempo di sviluppo

Dal pane al cibo che serve, tempo di sviluppo

  • Postato: Apr 16, 2018
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Un progetto Che Serve: secondo il Rapporto Caritas “La povertà a Roma, un punto di vista” accanto alla povertà assoluta e relativa cresce anche la povertà alimentare: 7.550 persone sono in povertà estrema e oltre 130.000 famiglie sono in quella alimentare. Tra queste 500.00 persone (150 mila minori) mangiano in maniera adeguata solamente ogni 2 giorni. Dati che non lasciano scampo e fotografano in modo tangibile il malessere della Capitale.
In questo contesto scende in campo il Cibo che serve. Il progetto, organizzato dalle ACLI di Roma e finanziato dalla Regione Lazio nell’ambito del bando per il contrasto delle povertà estreme e della marginalità sociale, vuole ampliare il raggio d’azione del Pane A Chi Serve 2.0 che solo nel 2017 ha recuperato 76.500 kg di pane.

L’evoluzione: il potenziamento riguarderà i generi alimentari e la rete solidaleOltre al pane, infatti, la raccolta e redistribuzione coinvolgerà frutta, verdura e cibi freschi di prossima scadenza.
Tutto grazie all’acquisto di un furgone refrigerato con certificato ATP, il coinvolgimento di diverse realtà produttive e l’ampliamento dei Municipi coinvolti (già 6 hanno aderito): ai panificatori si aggiungeranno servizi di catering e ristorazione, negozi di vendita al dettaglio, passando anche per la Grande Distribuzione Organizzata, i mercati rionali e agroalimentari.
Destinatari delle eccedenze? mense, parrocchie ed enti caritatevoli con l’obiettivo di intercettare almeno 3.000poveri ogni giorno.

APP…osta per tutti: per rafforzare la creazione della rete territoriale c’è bisogno della tecnologia. In cantiere allora la creazione dell’applicazione per smarthphone, Romacheserve.
L’app sarà a disposizione di tutti ed oltre ad individuare le realtà in campo contro la povertà, semplificherà l’incontro tra realtà produttive e realtà solidali sotto la regia delle ACLI di Roma.

Dall’emergenza all’inclusione attiva: facendo propria la logica multi tasking che caratterizza il modello operativo delle ACLI di Roma, il progetto propone un’azione di contrasto alla povertà; coniugando concretezzaesigibilità dei diritti e politiche attive di inclusione attraverso la realizzazione di 6 presidi solidali; luoghi di ridistribuzione diretta del pane e dei cibi freschi in scadenza alle famiglie bisognose e di presa in carico della persona a 360°

Come? grazie a percorsi personalizzati in cui saranno coinvolte tutte le competenze del Sistema Acli;dall’orientamento e inserimento nel mondo del lavoro, ad attività di formazione sull’esigibilità dei diritti ad iniziative culturali, sportive e di educazione e promozione del volontariato.

Prevenire per curare: la partita contro lo spreco alimentare si gioca anche in anticipo, così in programma ci sono momenti di formazione e sensibilizzazione sul riuso del cibo e lezioni di cucina.
In questo ambito, dal 28 febbraio, le porte delle cucine dell’Istituto Alberghiero “Vincenzo Gioberti” si sono aperte per il corso di cucina mediterranea. Sensibilizzandosi sul tema del volontariato e dell’integrazione gli aspiranti chef dell’Istituto sono diventano docenti speciali di un gruppo di 15 immigrati. Per chiudere in bellezza il 23 marzo è in programma un food contest in pieno stile Masterchef dove studenti ed immigrati verranno divisi in squadre e si sfideranno per il miglior menù anti spreco.

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Good Deads Day 2018: tutti insieme “appassionatamente” per il bene comune

Good Deads Day 2018: tutti insieme “appassionatamente” per il bene comune

  • Postato: Apr 09, 2018
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Riusciamo ad essere connessi ventiquattrore su ventiquattro ma spesso, purtroppo, restiamo disconnessi con chi ci sta a due passi e ci chiede aiuto.
Allora il Good Deeds Day ci ricorda che un semplice gesto quotidiano può dare tanto a chi si trova in difficoltà e allo stesso tempo può arricchirci personalmente.

La 4°edizione italiana del “festival internazionale delle buone pratiche” ha aperto le danze domenica con una grande rassegna al Circo Massimo, organizzata dai Centri di Servizio per il Volontariato del Lazio con il Patrocinio dell’Assessorato alla Persona, Scuola e Comunità Solidale di Roma Capitale.

Così l’antico Circo romano, invaso dai colori della solidarietà e delle buone pratiche, ha vibrato con un messaggio, risuonato dalle prime luci dell’alba fino sera: ”fate i buoni”.
Quest’anno più di 100 associazioni che operano quotidianamente per il bene comune  hanno accolto con musica, sport, attività di sensibilizzazione gli oltre 1000 coraggiosi che hanno partecipato alla Fun Run, la corsa non competitiva di 5 km che ha preso il via subito dopo la partenza della 24° edizione della Maratona di Roma.

Sul registro delle presenze, immancabili come ogni anno le ACLI di Roma che hanno presentato ai tanti sportivi e curiosi le iniziative portate avanti quotidianamente a favore delle fasce più deboli.

“Abbiamo aderito con convinzione a questa importante iniziativa – spiega Lidia Borzì, presidente delle ACLI di Roma –  che ha il merito di mettere in luce le tante attività e iniziative positive, di aiuto alle persone, che ogni giorno vengono svolte ma che troppo spesso non hanno la rilevanza che meriterebbero. Siamo convinti che giornate come questa possano favorire la nascita di nuove idee e anche lo sviluppo di reti di solidarietà che danno sempre frutti molto importanti”.

Tra le buone pratiche protagoniste dello stand, lente di ingrandimento su: Generare Futuro, un percorso rivolto ai giovani dai 18 ai 35 anni che si pone l’obiettivo di avvicinare i giovani al mondo del lavoro; Il Cibo Che Serve un progetto, finanziato dalla Regione Lazio, di contrasto alla povertà nella città di Roma attraverso il recupero e la ridistribuzione del pane e dei cibi freschi di prossima scadenza; e lo Sportello Antiviolenza, attivo presso la parrocchia di Santa Maria ai Monti, che interviene per sostenere gratuitamente e nella massima riservatezza le vittime di violenza.

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